
I disegni di Franco Donarelli
Dedicato a chi, 27 anni fa come oggi, è morto di mafia, a Palermo: Rosario Di Salvo e Pio La Torre.
Nelle vesti di scrittore lo avevamo lasciato due anni fa con l’uscita di “Pizzini, veleni e cicoria. La mafia prima e dopo Provenzano”, scritto a quattro mani con il giornalista siciliano de “La Stampa”, Francesco La Licata. Lo ritroviamo oggi (martedì per chi legge, n.d.r.) con la distribuzione in tutte le librerie d’Italia del suo ultimo lavoro, “Per non morire di mafia”, scritto con Alberto La Volpe, l’ultimo giornalista ad avere contatti con il giudice Falcone.

Procuratore Grasso, dopo l’analisi di Cosa Nostra fatta in seguito all’arresto di Bernardo Provenzano, che genere di testo è quello che ci troviamo di fronte oggi?
Beh, si tratta di un testo senz’altro molto più biografico, specialmente all’inizio. Racconto della mia esperienza di giovane prima e di magistrato poi. Parlo del mio primo…
Si parla tanto, in questi giorni, dei cianciaioli di Bellolampo che si sono resi protagonisti di violente proteste, sia davanti il Comune di Palermo che sullo stesso sito della discarica. E, forse, qualcuno di voi ricorderà che lo scorso ottobre Sicilia On Line si occupò già di loro, quando tentarono di fare un lavoro un po’ diverso. Poi alcuni di loro ci chiesero di pubblicare la lettera che potete leggere più sotto, ma le cose non andarono - purtroppo - come avevano sperato.
Associazione Protezione Ambiente Servizi
Alla c.a. Sig. Sindaco di Palermo
On. Diego Cammarata
e.p.c. al Presidente del Consiglio Comunale
On. Alberto Campagna
e.p.c. all’Assessore Ambiente
dott. Giulio Cusumano
e.p.c. all’Assessore Attività Sociali
Giampiero Cannella
Onorevole Sindaco Diego Cammarata,
ci rivolgiamo direttamente a Lei, data l’importanza della questione strategica e politica della raccolta differenziata. Nel luglio scorso, come Lei avrà saputo dai mezzi di informazione, abbiamo attivato un’iniziativa…
Fa discutere la notizia degli ultimi giorni, che vede sul banco degli imputati l’ex sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, accusato insieme ad altre 18 persone e 16 assessori, di aver provocato un dissesto finanziario pari a qualche centinaio di milioni di euro, e che ora deve rispondere di “abuso d’ufficio”, e “falso in atto publico”.

Anche coloro che fino all’ultimo avevano difeso il medico privato di Berlusconi, non ritenendolo responsabile della crisi che sta dovendo affrontando la città, si sono dovuti arrendere. Egli, elletto sindaco nel 2000, e votato dalla maggioranza dei cittadini per la seconda volta nel 2005, contro il candidato dell’Unione Enzo Bianco, è riuscito in questi anni a dare luogo a un’involuzione economica e burocratica all’interno del Comune, e a tradire le aspettative dei cittadini che per ben due volte lo avevano votato.
Il 21 aprile 2009, presso i locali del servizio XIII - Ufficio Regionale del Lavoro, si è svolta una riunione per discutere la situazione dei lavoratori Telecom s.r.l., di Trapani, in fallimento.

Convocate le parti Ufficio Regionale del Lavoro - Palermo (in rappresentanza di quelle sindacali), Italia Lavoro e il responsabile del servizio di U.R.L. Era assente il responsabile della Curatela Amministrazione Giudiziaria della Telecom s.r.l.