“C’era una volta…”, così cominciavano le favole che mamma Maria gli raccontava ogni sera.
Re e regine, principi e principesse, fate e maghi: quel popolo di felici e contenti accompagnava fino al mattino il sonno del piccolo Luca.
Molti anni dopo, con lo stesso amore di sua madre, papà Luca adesso cercava a sua volta dentro boschi incantati e bianchi castelli le facce e le avventure che un tempo lo avevano affascinato.
Fra le sue braccia la sua piccola Maria ascoltava intanto trepidante, regalandogli in cambio il più grande dei sorrisi. La vita continua, no?
Semplicemente un sogno? Forse. Oppure è finzione il mondo di cartapesta in cui spesso triboliamo? Chissà.
Questo pensava Andrea, percorrendo l’immenso salone di quello sconfinato edificio.
Cercandone il principio e la fine gli occhi si perdevano: alle pareti tanti libri, diversi nei colori e nelle forme, dentro quei volumi le storie di tutti, vivi, morti e nascituri.
“Dio è allora un grande scrittore e con infinita fantasia inventa le mille nostre vite, destinandoci la sorte che al momento più gli aggrada?”
Questo pensava Andrea, cercando intanto con frenesia il romanzo della sua vita.

I diesgni di Franco Donarelli
Prima di salire al governo, il sogno della Lega Nord era il federalismo, cioè la possiblità che le comunità si gestiscano da sole a livello regionale. Quindi, buona parte dei poteri dello Stato sarebbero dovuti passare alle Regioni: dal potere fiscale all’istruzione solo per citarne alcuni, mentre invece la politica estera e la difesa sarebbero rimaste nelle mani di quella che i leghisti definiscono “Roma ladrona”.

Le Regioni traggono il loro consenso dalle comunità locali, dai cittadini che in questo modo hanno più possibilità di riuscire a far valere le proprie ragioni…ed è proprio questo il nocciolo della questione. Secondo questa teoria, ogni Regione ha carta bianca su alcune questioni che la toccano da vicino.
Se hai mal di testa e usi sempre la stessa medicina, a un certo punto non ti fa più effetto, perché ti assuefai al farmaco: cioè, il tuo corpo si adatta a quelle sostanze che gli vengono somministrate e, quindi, per forza di cose, se vuoi che ti passi questo dolore fastidioso devi aumentare la dose.
Nella politica italiana, le cose non si discostano poi così tanto, perchè basta sostituire il dolore con i cittadini e le medicine con le porcherie di chi ci governa. Con tutti i personaggi che ci sono in giro, ancorati alle loro poltrone, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, camorristica e certi sindaci che usano gli impiegati comunali (la Sicilia ne sa qualcosa) per fare gli affari di famiglia quando questi dovrebbero svolgere il proprio lavoro al servizio della comunità, non basta la stessa frittata: bisogna cambiare, bisogna far credere ai cittadini che si…