BSicilia

Quando scrisse il intitolato era l’inizio del 1800 e la sua esperienza in Sicilia fu decantata dallo scrittore tedesco con queste parole: “Conosci la terra dove fioriscono i limoni? Nel verde fogliame splendono le arance d’oro. Un vento lieve spira dal cielo azzurro. Tranquillo è il mirto, sereno l’alloro. La conosci tu bene?”.

Erano altri tempi insomma, e Goethe non si misurò mai (per ovvie ragioni) con un viaggio in Sicilia nel 2009. Anche perché, se l’avesse fatto, non avrebbe sicuramente scritto quei versi. Io, invece, che questo viaggio l’ho fatto per raggiungere un paese in provincia di Siracusa, partendo da in , ho scritto questo post…per raccontarvi la mia Odissea moderna in terra di…Italia, non di Itaca…o almeno credo…

Dopo aver fatto il pieno di benzina, mi sono messa in viaggio sulla - e ho deciso di registrare, chilometro dopo chilometro, quello che ho trovato lungo il mio cammino. “Bei paesaggi e viste mozzafiato sull’isola”, direste voi. “Non proprio”, vi risponderei io.

Tra restringimenti di carreggiata e passaggi alla opposta, ho contato circa sei volte in cui sono stata costretta a spostarmi. Le gallerie quasi completamente al buio erano tre e la strada coperta da quello che sembrava uno strato di carta vetrata (quando sono stata fortunata) si estendeva per chilometri e chilometri. Entrando ancora di più nello specifico, ecco quello che ho sbobinato.

“A 500 metri dall’area di servizio di Scillato mi avventuro in una galleria completamente al buio e, subito dopo, dallo svincolo di Scillato all’altezza del ponte Imera II percorro il mio primo restringimento di carreggiata. Il secondo lo percorrerò al chilometro 62, all’altezza di Tremonzelli, e il terzo al chilometro 69.

Prima di giungere allo svincolo di Tremonzelli, altre gallerie quasi completamente al buio mi attendono. Una volta uscita di lì, la carreggiata si restringe perché da anni, a entrambi i bordi dell’, sono piazzati dei blocchi di plastica simili a quelli che si usano sulle piste di Formula Uno. Anche se non credo che siano proprio gli stessi o che siano stati piazzati qui per lo stesso motivo.

All’altezza di Enna trovo una galleria illuminata all’inizio e alla fine, ma non al centro. Il suo nome è curioso. Si chiama Misericordia. Se fossi credente pregherei, se fossi superstiziosa accosterei e cercherei il primo ferro (o legno) da toccare.

All’altezza di Mulinello e dell’area di servizio Sacchitello Sud trovo altri restringimenti di carreggiata. Mentre, all’altezza di Catenanuova, sento le ruote grattare rumorosamente sull’asfalto. E temo che le gomme, ancora nuove, dovranno essere cambiate al termine di questo viaggio quando, abbassandomi per controllarle, mi renderò conto di quanto saranno diventate pericolosamente lisce.

Subito dopo l’area di servizio Gelso Bianco, la viene bruscamente interrotta. Meno male che per raggiungere il Siracusano, io l’avrei dovuta abbandonare comunque, per imboccare la –Siracusa, altra (si fa per dire, ovviamente) degna di nota”.

Dovete sapere, infatti, che la –Siracusa è un’ che, per un lungo tratto, è a unica e a doppio senso di marcia. I chilometri che si percorrono in questo modo sono 22 e attraversano il fiume Simeto dove, se malauguratamente dovesse finire una macchina, non saprei proprio se augurare ai suoi malcapitati occupanti di trovare il fiume in piena o in secca.

Tranquilli, però. Riuscita a passare indenne la –Siracusa ho imboccato la 114, meglio conosciuta come Orientale Sicula e, fin qui, nulla da ridire. Ma quando, per arrivare a destinazione, ho imboccato invece la Mare–Monti, nota ai più come “la strada che ha fatto tanti morti”, in quel caso la tentazione di accostare e di toccare il primo ferro (o legno) a portata di mano, è stata davvero molto forte.

Ciò nonostante, sono stata coraggiosa e sono andata avanti, giungendo finalmente (dopo tre ore e tanto sudore freddo) a destinazione. Domani vi racconterò come si torna da un lembo orientale della Sicilia a .

Se pensate che basti fare la stessa strada dell’andata, però al contrario, e che così facendo la sbobinatura della mia registrazione sarà pressoché identica a quella dell’andata…mi dispiace deludervi, ma non sarà esattamente così.

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Discussione

Un commento per “Viaggio in Sicilia - Prima Parte”

  1. Il dopo Ponte.

    La vignetta è assolutamente emblematica per fare riflettere i nostri governanti: l’imbuto finale in cui confluiscono i mezzi di trasporto dopo il ponte esemplifica chiaramente che dopo c’ò solamente il disastro sia della rete autostradale, sia di quella ferroviaria ora chiamata “freccia rotta” .
    Lottare con tutte le forze per ottenere prima le nostre strade anche quelle del mare e poi accontentare i “sogni di gloria” di qualcuno inutili oltre che costosi

    Michele Di Marco

    Postato da michele.dimarco | 22 Gennaio 2009 09:58

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