Sport

…questo minuscolo paese dell’Europa Centrale, la cui ha battuto la nostra, eliminandola dai di . No, non vi preoccupate, non ho alcuna intenzione di propinarvi l’ennesima analisi della partita. Anche perchè io non l’ho vista.

Ho cercato di immaginarla - questo sì - leggendo le cronache sui giornali. E, per farlo, ho usato la metafora (?!?!) del paese applicata all’ squadra di . Vediamo un po’ se ho capito bene.

“Scende in campo” una squadra non particolarmente giovane, un po’ (troppo) presuntuosa e che ha tutta l’aria di voler dire a quella avversaria: “Noi siamo i più ricchi d’Europa”…ehm, no, scusate…questa è la frase di un altro.

Dicevo, “scende in campo” una squadra che ha tutta l’aria di voler dire a quella avversaria: “Noi siamo i campioni del mondo”. La squadra avversaria, però, gli dà subito la prima sberla e l’, scioccata, tenta disperatamente di reagire.

Solo che reagisce in maniera scomposta e, più lo fa, più peggiora la sua situazione. Come ogni armata Brancaleone che si rispetti, però, l’ tenta lo stesso, fino alla fine, di riuscire nella sua impossibile impresa. Non ci crede nemmeno lei e se ne accorgono tutti, ma va avanti così fino alla fine.

Ma sto parlando del paese o dell’ squadra di ? Mi sono confusa…

Post correlati



Discussione

Un commento per “Alzi la mano chi di voi sa dove si trova la Slovacchia…”

  1. Pazzo tra i pazzi? A volte ho la sensazione che a mostrare disinteresse per la nazionale di calcio si rischia di apparire antipatriottico (non che me ne freghi qualcosa), la gente non ti comprende, ti commisera quasi, se addirittura non ti offende. Io guardo l’evento come guardo normalmente qualsiasi evento sportivo, cerco di apprezzare il gesto atletico, le trame geometriche più belle e mi diletto ugualmente se a essere protagonisti delle mie sensazioni sono i giocatori del Burundi e non i divi di casa nostra. Capisco che il calcio in Italia è un grande carrozzone mediatico che trascina con sè interessi notevoli e mi fa specie osservare tutte le manifestazioni di contorno che spesso rasentano il ridicolo. Sono anche profondamente convinto, ma di questo sono abbondantemente supportato dalle tante inchieste giudiziarie, che l’abbondante ricchezza che ruota attorno al calcio fa precipitare le umane passioni spesso negli abissi della corruzione e del falso amministrativo. Per non parlare poi delle false illusioni di tanti papà e mamme che a bordo campo, dietro una rete, strillano, commentando le gesta dei loro “futuri campioni” e profferendo non proprio dolci epiteti all’indirizzo degli avversari che hanno osato solo scalfire le gentili caviglie dei loro pargoli. Mi sovviene l’abate Parini, ironico e caustico, nell’episodio che illustra l’episodio della vergine cagnetta che affonda i suoi bianchi dentini nei polpacci del vile servitore. Vergogna! Vergogna! Questa parola, scritta a lettere cubitali, campeggiava sulla prima pagina di molti giornali, sportivi e non, per commentare la disfatta dell’Italia pedestre e mai fu così usata, negli ultimi 15 anni, per gridare il proprio sdegno per le innumerevoli ferite che sono state inferte al popolo italico riducendolo cerebralmente inerme, quasi protagonista di 1984-George Orwell. Cara Barbara, io alzo la mano: so dove si trova la Slovacchia e buon per loro se battendo l’Italia calcistica avranno alzato il loro tasso di referenzialità. Io, da parte mia, non mi rifletto su glorie caduche, nemmeno quando luccicano da semi-dei.

    Postato da Filippo | 28 Giugno 2010 14:33

Lascia un commento

Pubblicità

Slideshow

Get the Flash Player to see the slideshow.