Questo post arriva con un giorno di ritardo, rispetto al solito, perchè non volevo scriverlo. Sì, esatto, non volevo scriverlo. Avevo l’assurda convinzione che, se non lo avessi fatto, sarei riuscita a trattenere qualcosa che, per quest’anno, è terminata.

Mercoledì 19 ottobre, infatti, si è svolta l’ultima Selle di Stelle del 2011, la pedalata notturna organizzata dal Coordinamento Palermo Ciclabile - Fiab per le vie della città.
Pur “sabotata” dalla rete, che non mi ha ancora consentito di ricevere le immagini scattate dai due fotografi che erano con me ieri sera, ho deciso di pubblicare ugualmente questo post.

Quando arriveranno le foto, rimuoverò questo grosso punto interrogativo da qui. Per adesso, vi basti il resoconto della penultima (per il 2011) Selle di Stelle.
“Hai saputo che la manovra finanziaria vuole abolire pure le feste patronali dei vari Comuni?”

“No…”
È stato un ottavo appuntamento (ho perso il settimo perchè non ero in Italia) un po’ sotto tono rispetto a quelli passati. Complice il caldo, il rientro dalle vacanze e, sicuramente, il concerto di Caparezza al Castello a Mare, Selle di Stelle sembra aver totalizzato poco più della metà dei suoi soliti partecipanti: 1000…e “rotti”.

Ma è stato comunque un modo per tornare alla “normalità” e dire che noi, nonostante le ferie che sembrano averci fatto tornare indietro più stanchi di quando siamo partiti, c’eravamo.
…e pagare il posteggiatore abusivo, “altrimenti, quando esco dal locale mi fa trovare la macchina tutta ciunnata”.
Pina Maisano Grassi
Ricordare Libero Grassi e dimenticarsi di pretendere lo scontrino da un commerciante o la fattura da un libero professionista.
Alla fine di luglio, prima di lasciare la città, una passeggiata fino a Mondello era d’obbligo. È stato così che la Sesta Selle di Stelle del 2011 ci ha condotti fino alla borgata marinara di Palermo, partendo sempre da piazza Castelnuovo, di fronte il teatro Politeama.

E io ce l’ho messa tutta, lo giuro. Non ho aspettato altro, da quando mi sono unita anch’io ai ciclisti notturni della città che, in un certo senso, mi ospita.