Fino a oggi, si è detto che i Siciliani, un po’ come i Campani, si trovano dappertutto, in giro per il mondo. Infatti, molti di loro, per seguire sogni di gloria o in cerca di avventure più o meno emancipate, partono alla ricerca di una vita migliore o per il solo gusto di sfidare se stessi.

Ma non sarà così per molto. Presto potremo dire che li troveremo anche tra le stelle. Non quelle di Hollywood, ma quelle dello spazio.
Distintissima signora Moratti,
eravamo negli anni ’60 e, per andare a lavorare alla zona industriale di Catania, tutte le mattine, molte ragazze prendevano l’autobus, sistematicamente affollato. Certo, erano passati ancora pochi anni dal ’46, anno in cui anche le donne finalmente ebbero il diritto di voto per il referendum, e ancora eravamo in un periodo nel quale gli ominicchi abbondavano, e non solo in Sicilia. Si sentivano quasi autorizzati a palpeggiare le donne.

Fu proprio per questo motivo che, l’allora sindaco di Catania, instituì in quella linea, autobus per sole donne. Non so Lei, ma io ricordo che allora rise tutta l’Italia. Sa, signor Sindaco, noi di politici che hanno fatto ridere ne abbiamo avuti tanti, e chissà quanti ne avremo ancora.
Poi dice che uno non deve essere invidioso…ma come si fa a non esserlo, sentendo la notizia di 21 mafiosi scarcerati in Puglia? E in Sicilia? Niente, neanche uno…Non è giusto. Non è un delir-cabaret di Ficarra e Picone, ma quanto realmente avviene in Italia, dove la politica non pone rimedio a delle leggi inique e immorali.

Durante l’ultimo governo Prodi, quando mancavano pochi giorni per la scarcerazione di alcuni mafiosi siciliani per decorrenza dei termini, non ricordo chi, si mise al lavoro per evitare tale schifezza. E ci riuscì. Ma erano altri tempi (…).
E’ di qualche mese fa un mio “sfogo” pubblicato su alcuni quotidiani on line ove, fra l’altro, elencavo le opere che ritenevo molto più urgenti del ponte di Messina. Fra queste, era mia intenzione far arrivare ai “sordi” della politica, le condizioni delle scuole in Sicilia, molte delle quali fatiscenti e costruite durante il regime fascista.

Come al solito…silenzio! Nessuno mi ha denunciato per procurato allarme! Bene, sono salvo, di nome e di fatto. Però una notizia è apparsa qualche giorno fa, timidamente su pochi quotidiani ancora liberi, sulla chiusura di una delle più importanti scuole di Catania, la Musco. Difatti, dopo vari esposti e segnalazioni, i vigili del fuoco dichiaravano che sarebbe bastata una scossa di media intensità per crollare tutto l’edificio, avendo travi e pilastri rovinati.
Forse non tutti sanno, compreso Santoro, che anticamente in Sicilia, in alcuni funerali importanti, venivano chiamate a pagamento le prefiche. Erano delle donne, vestite rigorosamente a lutto, che avevano il compito di fornire un piagnisteo, quasi come una cantilena cacofonica che si chiamava “trivulu”. Da allora è rimasto il detto: “non mi ittari u trivulu”, nel senso di non gufare con pianti inutili e soprattutto fastidiosi al sistema nervoso.

Detto ciò mi sorge spontaneo il dubbio che, anziché invitare dei politici alla trasmissione “Annozero”, non sarebbe stato meglio invitare delle prefiche anche perchè, guardando tutto ciò che è stato trasmesso dalle varie tv, ne avrebbero trovate quante ne volevano. Altro che nell’antichità. Avremmo pianto tutti e avremmo visto la trasmissione con la commozione che il momento meritava. Invece no. Neanche una lacrima, né una carezza a qualche sopravvissuta che avrebbe potuto farci addolorare. Niente! Una trasmissione indecente…è stata da qualcuno…
L’anno scorso avevo bisogno di un certificato storico, ma l’impiegata non poteva inviarmelo perchè il Comune di Catania, non aveva i soldi per la corrispondenza. Ho rimediato a mie spese, molte purtroppo. Quando lo scrissi su alcuni blog, a qualcuno sembrò una mia esagerazione. Adesso, dopo l’ultima puntata della trasmissione Report, in onda su Rai Tre, credo si sia ricreduto. Ubi major, minor cessat.

Report ha fatto vedere anche la festa - mi perdoni Sant’Agata - che mi sembra sempre più folcloristica e pagana, e sempre meno religiosa. Ma forse è per questo che la Santa ci aiuta…poveri noi…“tutti devoti, tutti”, anche se le candelore le facciamo ballare davanti alle case dei mafiosi - pardon - dei delinquenti capi rione che, con la loro esistenza, infangano la Sicilia e i Siciliani veri.