La Sezione di Milazzo del WWF ha più volte ribadito di essere contraria alla costruzione di un “Porto turistico” nello spazio acqueo antistante la zona compresa tra il Molo Marullo e Croce di Mare. E’ necessario e indispensabile, di fronte alle disastrose intenzioni di stravolgere piani urbanistici, vivibilità, tradizioni e geografia ecologica del Promontorio, riaffermare le nostre “osservazioni”:

1) Qualsiasi intervento che riguardi lo sviluppo della nautica a Milazzo deve essere volto al COMPLETAMENTO delle strutture già esistenti e/o facenti parte di vecchi progetti. Il Porto di Milazzo è una GRANDE INCOMPIUTA progettata a suo tempo dall’Ing. Mallandrino. Prima di eventuali opere nuove seppur rimovibili, è necessario provvedere al completamento dell’esistente, progettare un’adeguata integrazione dell’opera con il tessuto urbanistico e sociale, riqualificare le aree a servizio del Porto. Inutile parlare fantasiosamente anche di altri “Porti HUB”, laddove non si è in grado di completare l’esistente. Chiara la posizione del WWF:…
Appresa la gravissima notizia che l’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Messina avrebbe “dimenticato” od “omesso” di chiedere i fondi per il rimboschimento, l’ISDE CHIEDE che vengano rese note le responsabilità politico-amministrative dell’omissione e che, nel dare una risposta ai morti nella tragica alluvione di Giampilieri/Scaletta e agli sfollati dei Paesi dei Nebrodi, i responsabili (sarebbe meglio definirli gli irresponsabili) di dimettano!

Messina si sviluppa alle pendici dei monti Peloritani (geologicamente giovani e quindi soggetti a frane e smottamenti) e tutte le strade perpendicolari al mare sono fiumare coperte trasformate in strade “a rischio”, che ripetutamente hanno ceduto. Si tratta del torrente Boccetta, del torrente Trapani, del torrente Annunziata, diventati nient’altro che viale Boccetta, viale Trapani, viale Annunziata.
Mentre il mondo intero assiste quasi impotente all’avanzare della marea nera, fuoriuscita dalla piattaforma della Bp Deepwater Horizon nel Golfo del Messico il 22 aprile, ben pochi si rendono conto di quanto possa essere temibile e realistico un simile disastro ambientale nelle acque del Mediterraneo e, in particolare, nelle acque limitrofe alla Sicilia.
A parte la presenza dei tre grossi poli industriali petrolchimici di Milazzo, Gela e Siracusa, non va dimenticata la presenza di alcune piattaforme proprio al largo di Gela e la paventata trivellazione di pozzi petroliferi nella Val di Noto.
Lungi da noi l’idea che il disastro ambientale possa essere imminente e/o dietro l’angolo, ma la percezione del rischio tra la popolazione è altissima e cresce proporzionalmente al susseguirsi delle gravi notizie che arrivano dal Golfo del Messico.
Le discariche a cielo aperto, ormai onnipresenti per le vie delle nostre città, hanno stancato e fatto arrabbiare tutti. Le autorità, incapaci di affrontare e risolvere il problema, stanno dando dimostrazione di un atteggiamento indifferente e per nulla rispettoso della salute e del diritto alla vivibilità dignitosa dei cittadini.

Oggi, alle 19:30, nel corso del “Tour della Munnizza” a Milazzo, gruppi spontanei di cittadini potrebbero persino chiedere le più che giustificate dimissioni di una classe politica inefficiente che ha portato al collasso ambientale e al tracollo economico una delle più belle città della Sicilia.
Per l’ennesima volta, Milazzo e le Città del Comprensorio sono state abbandonate, sporcate e umiliate a causa della mancata raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani. Le città della provincia di Messina si sono ormai trasformate in autentiche “discariche a cielo aperto”.

I Comuni hanno clamorosamente fallito gli obiettivi indicati dalla legge e, altrettanto palesemente, violato qualsiasi “promessa” fatta ai cittadini circa la soluzione del problema RSU: gli obiettivi di raccolta differenziata del 15%, del 25% e del 35% indicati dal D.L. 22/97 (Decreto Ronchi) sono ancor oggi largamente disattesi.
Adesso non ci sono più dubbi: svelato il mistero dell’inserimento del Piano triennale delle opera pubbliche di Milazzo del raffazzonato progetto della cosiddetta “Riqualificazione dell’area di Croce di Mare”.

L’amministrazione comunale di Milazzo sta ingaggiando consiglieri comunali nella grande manovra speculativa della diportistica sul litorale di Levante. Consiglieri comunali di minoranza e maggioranza si prodigano in consigli sul taglio degli alberi di Eucaliptus alla Croce di Mare, ma non per presunte ragioni ecologiche, ma solo ed esclusivamente per spianare la strada ai progetti di cementificazione e avallare la completa privatizzazione di una delle spiagge più antiche di Milazzo.