Tempo addietro mia figlia, che insegna tedesco in una scuola pubblica della Germania, é venuta in vacanza con marito e figlio. Mio genero, tedesco, divenne subito grande estimatore dei gelati di Alba, del mare di Mondello, di Scopello, della cucina siciliana.

Riguardo alla Città di Palermo mi rimase impressa la sua immediata reazione. Proprio il giorno dopo il suo arrivo chiese in prestito la macchina perché “mi piaceresse andare a fare autoscontro in città”. Per il resto ci chiedeva insistentemente come facevamo a vivere in una città dove tutti potevano fare tutto, purché fosse fuori dalle regole.
Domenica 8 agosto - Gioiosa Marea, ore 21:15 - Assaggio di pietanze povere nei tre vicoli prestabiliti. Percorso obbligato. Ore 23 - Spettacolo di canti e melodie arcaiche. Zona centrale del paese. Ore 24 - Suggestiva dichiarazione d’ Amore. “La Serenata del Pescatore“.
Buon Ferragosto a tutti, così scriveva Maurizio Costanzo sul “Messaggero“. Lunedì 15 agosto 1994, augurava quanto scritto sopra, citando alcuni eventi che si erano o stavano per verificarsi nella nostra Penisola.
Uno fra tanti, di gran richiamo, con una nota d’onore, fu data a Gioiosa Marea, per la novità che l’assessore al Turismo e Spettacolo del tempo aveva promosso. Così citava l’articolo “… mentre noi cerchiamo refrigerio in un mare ancorchè inquinato, alcuni mascalzoni si industriano per costruire un’atomica. Molto meglio a Gioiosa Marea, sulla costa tirrenica messinese, dove un assessore locale, a richiesta, manda un’orchestrina per Serenate d’Amore. Chissà se, con un di più, invia anche…
Fu vero amore. A prima vista.
Quando la vide per strada venne ammaliato da quegli occhi teneri, dolci e senza difesa.
Se la strinse teneramente al petto e, senza pensarci due volte, se la portò a casa.
Rientrando, la moglie li trovò abbracciati sul divano, come due innamorati al primo appuntamento.
Non disse nulla, però.
Anzi, si unì a loro, benedicendo Giorgio per avere salvato dalla strada quella creatura.
Decisero di chiamarla Chicca.
E quella cagnetta, giorno per giorno, restituì a mamma e papà tutto l’amore ricevuto.
Un paio di mesi fa Piero Carramusa, trentenne, palermitano doc, ma residente negli Stati Uniti d’America, ha fondato su Facebook il gruppo “Palermo di una volta”. L’idea nasce, come lui stesso cita nella descrizione d’apertura, dalla sua personale voglia di rivivere – attraverso immagini, video, ricordi e racconti – quello che fu della bella Palermo.
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Spinto dall’amore e dalla passione che anche lui, come molti di noi, prova per la nostra città, Piero Carramusa invitava tutti coloro che si sarebbero iscritti (a oggi 1427 persone) a sfogliare gli album fotografici di famiglia - dei genitori o dei nonni - alla ricerca di fotografie in cui sono visibili strade, locali, vecchi punti di ritrovo o tutto ciò che adesso è scomparso (case, ville, palazzi, piazze, alberghi, ristoranti, alberi, negozi, ecc.).