Semplicemente un sogno? Forse. Oppure è finzione il mondo di cartapesta in cui spesso triboliamo? Chissà.
Questo pensava Andrea, percorrendo l’immenso salone di quello sconfinato edificio.
Cercandone il principio e la fine gli occhi si perdevano: alle pareti tanti libri, diversi nei colori e nelle forme, dentro quei volumi le storie di tutti, vivi, morti e nascituri.
“Dio è allora un grande scrittore e con infinita fantasia inventa le mille nostre vite, destinandoci la sorte che al momento più gli aggrada?”
Questo pensava Andrea, cercando intanto con frenesia il romanzo della sua vita.
Il profumo delle parole stampate sui libri: fu quella la prima cosa che colpì Andrea, entrando in libreria.
Aveva 6 anni. Attaccato alla mano di suo padre a malapena arrivava al primo scaffale, quello dei libri-novità.
Amò subito quell’odore. Magari troppo. Fino al punto che non riusciva più a prendere sonno senza un buon libro profumato sopra il comodino.
“Un libro - diceva - è cosa viva. Bisogna goderselo tutto”.
L’odore delle pagine, specie quelle di mezzo, lo estasiava.
Era il primo approccio con un nuovo amore, sempre diverso, sempre entusiasmante. Era felicità pura!