Cari Ficarra e Picone,
io sono orgoglioso di essere Siciliano perché siete miei conterranei. Perché, come tutti i grandi attori, riuscite a far piangere (e non solo) per le risate. Perché avete avuto il coraggio di fare ironia su tutti coloro che hanno affidato le sorti dell’isola a una forza politica scriteriata e razzista.

Su una cosa non sono in sintonia. Quando dite che Falcone e Borsellino erano Siciliani. No! Loro “sono”, devono essere sempre presenti in noi e devono essere ricordati, così come avete fatto voi, in tutte le manifestazioni culturali e di massa.
Con questa citazione cinematografica (“Sembra la trama di Un genio, due compari e un pollo”), Innocenzo Leontini (Pdl) e Raimondo Maira (Udc) hanno etichettato la querelle nata con il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo (Mpa), e il suo assessore alla Sanità, Massimo Russo, in merito alla riforma della Sanità in Sicilia.

Mentre, infatti, Russo vorrebbe accorpare la gestione di Asl e ospedali, riducendo così a 17 (dagli attuali 29) il numero dei manager della Sanità presenti in Sicilia, gli alleati (forse ancora per poco) di Raffaele Lombardo (i parlamentari, cioè, di Pdl e Udc) fanno ostruzionismo per ottenere che i manager della Sanità siano almeno 23.