La Palermo-Catania non è, e non deve essere una priorità. E’ inammissibile pensare alla realizzazione del nuovo tracciato ferroviario Palermo-Catania, quando da anni si aspetta il completamento delle due dorsali più importanti della Sicilia, la Ionica (Messina-Catania-Siracusa realizzata tra il 1867 e il 1871) e la Tirrenica (Messina-Palermo inaugurata nel 1895).

Non può la Politica siciliana pensare di realizzare un’altra cattedrale nel deserto, quando invece, non ha mosso un dito dal 2005 a oggi per il completamento del raddoppio ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri, già finanziato con 1970 milioni di euro dal 2005 (delibera Cipe n. 62) e mai realizzato.
Così diceva Giovanni Falcone alla giornalista francese Marcelle Padovani non molto tempo prima di essere ucciso, cona la moglie e gli agenti della scorta, su quel tratto di autostrada che dall’aeroporto conduce a Palermo, all’altezza dello svincolo per Capaci, il 23 maggio 1992.
Credo che Cosa Nostra sia coinvolta in tutti gli avvenimenti importanti della vita siciliana, a cominciare dallo sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale e dalla nomina di sindaci mafiosi dopo la Liberazione.

Non pretendo di avventurarmi in analisi politiche, ma non mi si vorrà far credere che alcuni gruppi politici non siano alleati a Cosa Nostra - per un’evidente convergenza di interessi - nel tentativo di condizionare la nostra democrazia, ancora immatura, eliminando personaggi scomodi per entrambi.
Ed eccoci di nuovo su strada, a percorrere a ritroso la strada che ieri ci ha condotti fin qui: Sicilia sud-orientale, nella provincia di Siracusa. La nostra missione, oggi, è quella di arrivare sani e salvi a Palermo usando un’automobile e sperimentando la sua (e la nostra) resistenza sulle strade e sulle autostrade (?!?!) dell’isola.

Partendo dalla strada provinciale Mare–Monti (quella che la gente conosce come “la strada che ha fatto tanti morti”…ricordate?) immettersi nella strada statale 114, l’Orientale Sicula, non è un’impresa difficile, ma la sbobinatura della mia registrazione mi ricorda una cosa.

Quando Johann Wolfgang von Goethe scrisse il saggio intitolato “Viaggio in Italia” era l’inizio del 1800 e la sua esperienza in Sicilia fu decantata dallo scrittore tedesco con queste parole: “Conosci la terra dove fioriscono i limoni? Nel verde fogliame splendono le arance d’oro. Un vento lieve spira dal cielo azzurro. Tranquillo è il mirto, sereno l’alloro. La conosci tu bene?”.
Erano altri tempi insomma, e Goethe non si misurò mai (per ovvie ragioni) con un viaggio in Sicilia nel 2009. Anche perché, se l’avesse fatto, non avrebbe sicuramente scritto quei versi. Io, invece, che questo viaggio l’ho fatto per raggiungere un paese in provincia di Siracusa, partendo da Palermo in automobile, ho scritto questo post…per raccontarvi la mia Odissea moderna in terra di…Italia, non di Itaca…o almeno credo…