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Una lettera del figlio di Rosa Balistreri per Giuseppe Tornatore

Giorni fa mi sono recato al cinema a vedere Baarìa, e devo dire che se guardo il film da cittadino dell’Italia centro-nord è un bel film, dedicato a quella Sicilia degli anni ‘50, che rievoca un periodo brutto per alcuni aspetti, ma molto bello per i valori che c’erano allora.

Ma ci sono anche delle critiche che non si possono nascondere. Una di queste è quella che le famigerate comparse di eccellenza, che hanno fatto lievitare il costo del film, si potevano evitare, e di conseguenza oltre che abbassare il costo dello stesso, si poteva dare occasione a tanti altri attori, che rimanendo dietro le quinte, si potevano mettere in gioco dimostrando la loro bravura, e vi posso assicurare che di questi, in Italia ce ne sono tantissimi.

Baarìa, la porta del vento

Baarìa, il film evento dell’anno è finalmente arrivato nelle sale cinematografiche, accompagnato da elogi assolutamente meritati, ma anche da qualche polemica relativa ai finanziamenti ottenuti dalla Regione Siciliana e dalla scena dell’uccisione di un bovino sgozzato davanti alle telecamere e finita nel mirino della Lav.
Per parte nostra, ci sentiamo di unirci alle polemiche relative all’organizzazione della presentazione in Sicilia del film stesso, perchè l’addetta stampa a cui è stata affidata la gestione della proiezione destinata ai giornalisti, non ci ha fornito gli accrediti per assistervi e - a quanto pare - non solo a noi.
Ma detto questo, ci sentiamo di consigliarvi caldamente di trascorrere questa sera al cinema (il tempo incerto, tra l’altro, aiuta) per vedere l’ultimo film di Giuseppe Tornatore: il capolavoro.