…questo minuscolo paese dell’Europa Centrale, la cui nazionale ha battuto la nostra, eliminandola dai campionati mondiali di calcio. No, non vi preoccupate, non ho alcuna intenzione di propinarvi l’ennesima analisi della partita. Anche perchè io non l’ho vista.

Ho cercato di immaginarla - questo sì - leggendo le cronache sui giornali. E, per farlo, ho usato la metafora (?!?!) del paese Italia applicata all’Italia squadra di calcio. Vediamo un po’ se ho capito bene.
Ci siamo. Stasera, alle 20:30, l’Italia scenderà in campo per giocare la sua prima partita dei campionati mondiali di calcio 2010 contro il Paraguay. Troppo facile dire che io tiferò per il Paraguay. Anche perchè poi, in fondo, non sarà nemmeno così. Perchè io tiferò per l’Italia, ma non per quella calcistica.

Tiferò per un’Italia che si ritrova unita (e neanche tutta) solo davanti a un pallone e all’improbabile prospettiva di alzare una coppa al cielo. L’Italia che se ne frega di quello che le stanno facendo perchè - per parafrasare un noto spot pubblicitario - le possono togliere tutto, tranne la sua unica e sola fede: il calcio.
Ciao a tutti!
Sono Paola Tona, una tifosa del Palermo…direte voi…”beh…e allora? Sei una delle tante tifose!”.

E qui sta il bello! Sto per laurearmi in Management dello Sport e cosa c’è di meglio che coniugare la passione per i propri colori allo studio? Da questa domanda nasce la tesi “Il marketing nel pallone: le strategie adottate dall’U.S. Città di Palermo. Analisi e confronto con altre realtà calcistiche italiane”.