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Le vie di Milazzo ancora una volta trasformate in discariche a cielo aperto

Per l’ennesima volta, Milazzo e le Città del Comprensorio sono state abbandonate, sporcate e umiliate a causa della mancata raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani. Le città della provincia di Messina si sono ormai trasformate in autentiche “discariche a cielo aperto”.

I Comuni hanno clamorosamente fallito gli obiettivi indicati dalla legge e, altrettanto palesemente, violato qualsiasi “promessa” fatta ai cittadini circa la soluzione del problema RSU: gli obiettivi di raccolta differenziata del 15%, del 25% e del 35% indicati dal D.L. 22/97 (Decreto Ronchi) sono ancor oggi largamente disattesi.

Condannati a morire…per gli inquinamenti!

Grazie alla scarsa attenzione e capacità tecnico-amministrativa di un sindaco, occasionale portatore di meri interessi politici, è passata quasi inosservata la notizia della decisione presa dal Presidente della Regione di “cancellare” l’Ufficio Speciale per le Aree a Elevato Rischio Ambientale, a partire dall’1 Settembre.
Milazzo, Comune più importante e capofila, e il Comprensorio tutto rischiano così che non venga più attuata alcuna operazione di risanamento ambientale. Cancellando l’Ufficio Speciale, scompaiono anche i tavoli tecnici che si occupano di Ambiente, programmati nell’ambito di Agenda 21.

Iniziativa Raffineria Milazzo “Fabbrica aperta”

La situazione ambientale di Milazzo e comprensorio è certamente poco rassicurante. Incapacità e inefficienza amministrativo-politica hanno fatto sì che non sia stata ancora avviata alcuna seria iniziativa per il risanamento ambientale del comprensorio…a parte continui studi, convegni e riunioni.

Le dichiarazioni enfaticamente rassicuranti di alcuni sindaci, tra cui quello di Milazzo, testimoniano le gravi irresponsabilità di cui gli amministratori si rendono colpevoli: non c’è alcuna vocazione turistica se nessuno è in grado di garantire la perfetta efficienza dei servizi essenziali e l’assicurazione di altissimi livelli di eco-vivibilità.