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Piana degli Albanesi, occupato ex Cinema ristrutturato e abbandonato da due anni

Generazione in Movimento ha occupato l’ex Cinema “Vicari”. L’ex Cinema è stato ristrutturato (sono stati spesi circa 450.000 euro), ma da due anni risulta abbandonato e già sono evidenti i segni dell’incuria.

Nel maggio del 2009 il gruppo ha chiesto all’amministrazione comunale l’utilizzo della struttura dell’ex Cinema Vicari, ma seppure più volte sollecitati a dare una risposta, quest’ultima non è mai arrivata.

Centro commerciale in Viale Campania: il Comitato Residenti pronto a mobilitarsi

La notizia di un possibile avanzamento dell’iter di approvazione del progetto relativo alla costruzione di un centro commerciale interrato in viale Campania, a Palermo, non può che trovare la ferma opposizione degli abitanti e dei commercianti della zona.
Già due anni fa il “Comitato Residenti” di viale Campania fu protagonista di una massiccia mobilitazione contro questo progetto: assemblee di quartiere, raccolte firme e manifestazioni che spinsero l’amministrazione comunale a fare un brusco dietrofront.
Il “Comitato Residenti” continua a giudicare tale progetto folle, in quanto andrebbe a stravolgere la fisionomia di un quartiere residenziale, non in condizione di ospitare un centro commerciale di tali dimensioni.

Cosa ha causato la frana del Messinese?

Quando si verifica un evento luttuoso, soprattutto se di grandi dimensioni - come quello che ha colpito i Comuni di Altolia, Giampilieri, Molino e Scaletta Zanclea - si cerca (quasi) subito un responsabile: qualcosa o qualcuno con cui prendersela. Anche quando i colpevoli sono le stesse vittime dell’evento luttuoso.

Mi rendo perfettamente conto che sto per scrivere qualcosa che suonerà come molto impopolare e voglio subito precisare che ho il massimo rispetto per tutte le persone decedute lo scorso fine settimana nei quattro Comuni del Messinese, a causa del violento nubifragio che si è abbattuto nella zona e che ha provocato la frana che ha travolto le loro case.

BSicilia e il terremoto in Abruzzo

ROMA - Il bilancio ufficioso delle vittime del terremoto della scorsa notte è ancora fermo a 27. La macchina dei soccorsi si sta faticosamente mettendo in moto, anche per le particolari caratteristiche del territorio.

L’AQUILA. Centinaia di persone in strada, accampata nelle piazze, nei parcheggi dei supermercati, anche nei campi sportivi. E, purtroppo, anche morti in strada, cadaveri estratti dalle macerie dei palazzi crollati e adagiati in terra coperti da un lenzuolo. Per le strade vagano decine di giovani, vecchi e donne, molti con delle coperte sulle spalle, altri ancora in pigiama; i volti tirati, lo sguardo ancora impaurito dopo la scossa, violentissima, di questa notte. E a rendere ancora più difficile le situazione delle migliaia di sfollati, le continue scosse di assestamento: l’ultima neanche mezz’ora fa che ha fatto crollare diversi cornicioni e cadere tegole. In piazzale Paoli all’Aquila, in una zona centrale della città, uno stabile di quattro…

Odi et amo…Borgetto

Catullo pur riferendosi all’atavico conflitto di sentimenti che è spesso ingenerato dall’amore in senso stretto, ci regala questo prezioso distico elegiaco che possiamo utilizzare con ponderata convinzione anche nei rapporti individuali con la terra che ci ha partorito e ci ha cresciuto. Mi riferisco al mio paese, Borgetto, un piccolo centro della provincia di Palermo, che il curatore della mia tesi di laurea non indugiò a definire con sprezzante terminologia accademica “piccolo centro dell’entroterra palermitano”.

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Questa definizione non l’ho mai ben tollerata, ma in quel periodo, a un passo dall’agognato traguardo, ob torto collo, dovetti accettarla sine culpa. Se solo adesso, potessi incontrare ancora una volta quel collega o, idealmente, il compianto Direttore della Clinica, spiegherei ampiamente le ragioni del rifiuto di tale depauperante definizione.