Quello che abbiamo visto su internet giovedì sera è stato un vero e proprio evento di cui si continua a parlare in questi giorni e di cui - ne siamo certi - si continuerà a parlare ancora.

Noi, da parte nostra, abbiamo deciso di unirci al coro di chi continua solo a diffondere in rete ciò che - da solo - meriterebbe il pagamento dell’intero canone della Rai. Peccato che non sia andato in onda su una delle sue tre reti.
“La guerra civile fredda”, di Daniele Luttazzi, edito da Feltrinelli - Dopo aver introdotto il concetto di “golpe al rallentatore”, Luttazzi aggiorna il quadro con l’esame satirico della tappa successiva: la “guerra civile fredda”. Essa è il risultato del progetto reazionario, creatore di disuguaglianze e gerarchie, in atto da un ventennio nel Paese.

Se risulta paradossale l’appoggio che col loro voto i cittadini italiani stanno dando alle politiche classiste che da anni li danneggiano, una spiegazione tuttavia c’è. Che Berlusconi e la Lega continuino a vincere le elezioni; An si fonda col Pdl; Di Pietro cresca nei sondaggi; il Pd resti inconcludente; Prodi abbia battuto Berlusconi per due volte; la Chiesa attragga fedeli da duemila anni; e Grillo riempia i palazzetti e le piazze coi suoi meet up lo si deve innanzitutto al potere di una forte tecnica di persuasione: la narrazione emotiva.