Mentre il mondo intero assiste quasi impotente all’avanzare della marea nera, fuoriuscita dalla piattaforma della Bp Deepwater Horizon nel Golfo del Messico il 22 aprile, ben pochi si rendono conto di quanto possa essere temibile e realistico un simile disastro ambientale nelle acque del Mediterraneo e, in particolare, nelle acque limitrofe alla Sicilia.
A parte la presenza dei tre grossi poli industriali petrolchimici di Milazzo, Gela e Siracusa, non va dimenticata la presenza di alcune piattaforme proprio al largo di Gela e la paventata trivellazione di pozzi petroliferi nella Val di Noto.
Lungi da noi l’idea che il disastro ambientale possa essere imminente e/o dietro l’angolo, ma la percezione del rischio tra la popolazione è altissima e cresce proporzionalmente al susseguirsi delle gravi notizie che arrivano dal Golfo del Messico.
Con i bagliori di O’Scià, che ha raggiunto la sua settima edizione, Lampedusa ritorna a pieno titolo nella cronaca e i media stanno già riprendendo l’importante evento dando lustro, oltre che al concerto, anche alla più grande isola delle Pelagie.

Purtroppo, però, non possiamo evitare di segnalare le condizioni in cui versa l’isola, dopo il maltempo dello scorso 23 settembre. La maggior parte delle strade isolane sono diventate un colabrodo, con buche pericolosissime per macchine e moto. Moltissime le famiglie rimaste isolate per via del fatto che le strade per raggiungere le abitazioni, essendo in terra battuta e non in asfalto, non sono più percorribili, se non a piedi.
Vivere su un’isola ha il suo fascino, ma anche i suoi disagi. Ne sanno qualcosa i Siciliani che, per motivi di studio, di lavoro o di piacere, devono recarsi in un’altra città italiana o estera e, per farlo, ricorrono alle compagnie aeree presenti in Sicilia.

Il mese scorso, per esempio, si scatenò una dura bagarre contro l’Alitalia per i disservizi ai quali tutti i suoi passeggeri isolani, personaggi pubblici compresi, sono andati incontro dopo averla scelta per viaggiare.
Quelle che vi mando sono alcune foto che documentano i danni causati dal maltempo ad abitazioni private e impanti di serricolture in contrada Spinasanta, a Gela, in provincia di Caltanissetta.
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Penso che si commentino da sole…
Alfonso Areddia