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Difensore civico in Sicilia: quando fare la legge eviterebbe l’inganno…

L’autunno è alla porte e, una volta di più, ci occupiamo del Difensore Civico, stavolta nel tentativo di fare chiarezza sulle sorti di questa figura in terra di Sicilia, con uno sguardo alle iniziative che in tal senso stanno portando avanti alcuni rappresentanti di una categoria che, come pare, è a rischio.

Preliminarmente, è d’obbligo fare un passo indietro, fino ad arrivare ai molti tagli previsti dalla L. 191/2009, meglio (e tristemente) nota come “Finanziaria 2010”. Tra questi, va appunto annoverato quello che trancia di netto la figura del Difensore Civico: testualmente, l’art. 2, co. 186, lettera a) di questa legge, in relazione alle riduzioni del contributo ordinario spettante agli enti locali, si esprime sulla soppressione della figura in questione, a suo tempo prevista dall’art. 11 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D.Lgs. 267/2000).

Difensori civici della Provincia di Catania, unitevi!

Hanno presenziato in 7 al summit organizzato a fine anno dal difensore civico misterbianchese, Salvatore Saglimbene, presso il Palazzo del Senato cittadino: oltre al difensore organizzatore, all’incontro che era rivolto ai difensori di tutta la provincia di Catania, erano presenti Francesco Caltabiano di Calatabiano, Domenico Mio di Belpasso, Orazio Arcidiacono di Acireale, Guido Spampinato di Motta Sant’Anastasia, Giuseppe Russo di Acicastello e Giovanna Caruso di Bronte. Gli ultimi tre, abbastanza freschi di nomina.

All’ordine del giorno, il bilancio delle attività che hanno visto impegnate queste figure nell’arco del 2009, tra cui spiccavano le tematiche legate alla gestione delle acque e dei rifiuti. Come è noto, infatti, nel marasma che negli ultimi mesi ha turbato i sonni dei cittadini di molti Comuni della provincia catanese, il triste primato spetta alla discussa gabella sui rifiuti urbani, percepita come vessatoria dalla popolazione per le modalità con cui, dal 2004, essa è stata determinata…

Difensore civico a Motta Sant’Anastasia: come una nomina può diventare vitalizia

A Motta Sant’Anstasia, in provincia di Catania, è cambiata la guardia degli amministratori, si è persino svuotata la trentennale poltrona del ragioniere comunale, ma quello che rimane certo e inossidabile è il difensore civico, carica ricoperta dall’avvocato Antonio Rabuazzo e “scaduta” ufficialmente il 5 febbraio del 2008.

Da allora, di regolare c’è stato solo il bando per la raccolta delle nuove candidature, il cui termine di scadenza era stato fissato, con ammirevole tempestività, per il giorno 17 febbraio 2008. Di candidature, lo ricordiamo, ne erano state raccolte due, quella dell’uscente (e mai uscito) avvocato Antonio Rabuazzo e quella dell’avvocato Guido Spampinato.