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Le disattenzioni della politica che penalizzano la Sicilia

Il 12 giugno scorso è stato compiuto l’ennesimo atto di sciacallaggio nei confronti della Sicilia e dei Siciliani, da parte di Trenitalia, con l’ulteriore taglio di vetture ai treni della lunga percorrenza che vanno dalla Sicilia al centro-nord e del continuo ridimensionamento che prevede la chiusura di depositi, di officine e di uffici.

La Lega, per bocca del ministro Maroni, chiede la TAV (trasporto alta velocità) a tutta forza per il centro-nord, mentre alla politica siciliana bastano i lanci di stampa dove si promettono investimenti per infrastrutture che resteranno una chimera o solo, come sempre, fiumi di parole e di inchiostro.

La Politica, le Ferrovie e l’Unità d’Italia

Il conto alla rovescia e gli annunci dei tagli ai treni da e per il nord, dovrebbero far riflettere i Siciliani e far indignare tutta la nostra deputazione siciliana. La Sicilia, anno dopo anno e treno dopo treno, è stata definitivamente tagliata fuori dal trasporto universale delle Ferrovie dello Stato.

Mentre l’Italia, da Torino a Salerno, corre sui binari dell’alta velocità, mettendo in questo modo a disposizione di queste grandi città (Torino, Milano, Firenze, Bologna, Roma, Napoli e Salerno) una sorta di metropolitana veloce lunga oltre mille chilometri, la Sicilia viene invece definitivamente isolata dal trasporto ferroviario.

Le problematiche del trasporto ferroviario in Sicilia

Desideriamo intervenire con alcune nostre considerazioni prendendo spunto dalle affermazioni del commissario governativo della Fce, Gaetano Tafuri, di ritorno dal convegno romano dell’Asstra di giovedì 14 ottobre.

Premesso che lo stesso ha preso parte a diversi incontri romani sulle problematiche del trasporto ferroviario, chiediamo di conoscere se le varie problematiche portate avanti dal commissario Tafuri, riguardano e interessano tutto il trasporto ferroviario regionale o solo quello della Fce?

La storia infinita… del Contratto di Servizio in Sicilia

Un anno fa, ed esattamente il 7 settembre 2009, a Roma, venivano sottoscritti i contratti di servizio tra le regioni italiane e Trenitalia, per il trasporto ferroviario. Quel giorno, l’assessore regionale ai trasporti pro tempore, Nino Strano, presente a Roma, non sottoscrisse il contratto di servizio per la regione Sicilia, prendendo qualche altro giorno di tempo.

Considerato che, di tempo dall’incontro romano, è trascorso un anno e del contratto di servizio in Sicilia non se ne è più parlato…cosa è successo di così grave per non averlo sottoscritto? Perché è rimasto top secret? Di chi è la colpa? Quali problematiche nasconde?

Si parla tanto di infrastrutture in Sicilia…

L’ultima dichiarazione in ordine temporale è quella del ministro alle infrastrutture Altero Matteoli che, a Corleone, all’inaugurazione di un tratto della strada statale 118 dichiarava: “Quando mi accorgo che l’alta velocità si ferma a Salerno so che questo non è sopportabile, deve arrivare fino in Sicilia; con le ferrovie stiamo lavorando affinché questo progetto sia realizzabile”.

Già in precedenza, ed esattamente il 25 febbraio 2009, il ministro Matteoli ebbe a dichiarare che “le Ferrovie in Sicilia, sono un vero disastro”. Alla luce di queste dichiarazioni, è evidente che i politici, a volte, rischiano di rimanere imprigionati dai propri cosiddetti effetti annunci.

Infrastrutture in Sicilia, nemmeno l’ombra

Dopo la prima inaugurazione della Freccia Rossa, a Milano, nel dicembre scorso, l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, si appresta, a dicembre di quest’anno, a inaugurare a Torino la nuova linea ad alta velocità Torino-Salerno, avvicinando così le grandi città Torino-Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli-Salerno e mettendo a disposizione di queste grandi città, una specie di metropolitana veloce lunga oltre mille chilometri, considerato che da Roma Termini a Milano ci vorranno tre ore, da Rogoredo a Roma Tiburtina 2 ore e 50.

Mentre in Italia avviene tutto questo, la Sicilia, i Siciliani e la politica siciliana stanno a guardare. Considerato che le nostre ferrovie risalgono al 1800, per percorrere Palermo-Messina (232 km) occorre impiegare almeno 5 ore e 30, da Messina a Siracusa (182 km) quasi 4 ore, da Catania a Palermo (243 km) oltre 6 ore.