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Il dissesto finanziario di Catania

Fa discutere la notizia degli ultimi giorni, che vede sul banco degli imputati l’ex sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, accusato insieme ad altre 18 persone e 16 assessori, di aver provocato un dissesto finanziario pari a qualche centinaio di milioni di euro, e che ora deve rispondere di “abuso d’ufficio”, e “falso in atto publico”.

Anche coloro che fino all’ultimo avevano difeso il medico privato di Berlusconi, non ritenendolo responsabile della crisi che sta dovendo affrontando la città, si sono dovuti arrendere. Egli, elletto sindaco nel 2000, e votato dalla maggioranza dei cittadini per la seconda volta nel 2005, contro il candidato dell’Unione Enzo Bianco, è riuscito in questi anni a dare luogo a un’involuzione economica e burocratica all’interno del Comune, e a tradire le aspettative dei cittadini che per ben due volte lo avevano votato.

Semu tutti cittadini: Catania come Palermo

“È ccu razia e ccu cori, pi sant’Aituzza bedda, ca stà niscennu, cittadini! Semu tutti devoti, tutti? Cittadini, cittadini, cittadini! Evviva sant’Agata, cittatini! Evviva sant’Agata. Tutti devoti, tutti? Cittadini, cittadini!”.

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Catania, la città da sempre rivale (calcistica e non) di Palermo, l’anno scorso mi ha accolta tra le sue braccia durante un periodo non facile della mia vita e oggi, che sono nuovamente tornata a Palermo, voglio rendere omaggio, invece, proprio a Catania.