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Da Studenti in Movimento

Quella di ieri è stata una mattinata di contestazione studentesca mai vista a Palermo, almeno negli ultimi vent’anni. La protesta è guidata da “Studenti In Movimento”, il Coordinamento unitario e apartitico che ha preso le distanze nei giorni scorsi dai collettivi studenteschi, manovrati da partiti e sindacati, responsabili di avere diviso gli studenti palermitani in nome di una dannosa strumentalizzazione politica.

Nonostante la pioggia battente, migliaia di studenti, oltre cinquemila e provenienti dalle scuole di Palermo in agitazione, hanno simultaneamente attraversato le maggiori arterie della città per confluire nei due punti di raccolta, l’Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditorato) di via Praga e la Provincia Regionale (Palazzo Jung) in Via Lincoln. Ben sei cortei si sono mossi da più punti della città.

I professori universitari di Messina in agitazione

L’Assemblea dei Docenti della Università di Messina, in esito all’ampio dibattito sviluppato con la partecipazione del Rettore, dei Presidi di MM.FF.NN e di Medicina, di numerosi colleghi ordinari e associati, del segretario nazionale ANDU e di tutti i rappresentanti delle OOSS firmatari della locandina, esprime il convincimento che le soluzioni proposte dal DDL governativo “Gelmini” sull’Università non siano in grado di consentire il rilancio dell’Università pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese.
Fatto aggravato dalla mancanza di adeguati investimenti a copertura degli interventi previsti dal DDL sulla qualità del Sistema; e dalla assenza di un progetto strategico sul ruolo, la funzione e la missione dell’Università.
L’Assemblea sottolinea le seguenti criticità:

Il futuro dei docenti non abilitati

Qualsiasi riforma deve e può interessare i nuovi, mai coloro che hanno già iniziato un percorso da anni.
E’ stato così quando furono introdotte le lauree triennali (ciò in armonia con il principio della irretroattività delle norme di diritto amministrativo), sarà così quando “partirà” la riforma dei licei (abolizione del latino nei licei scientifici di indirizzo: brillante decisione visto che si parla di licei!).

Adesso c’è questa esecrata riforma della formazione dei docenti che la Gelmini chiama “reclutamento” (so che c’è una differenza tra i termini “formazione” e “reclutamento”…mah! ). A quanto pare, però, per il ministro, l’abilitazione non ha alcun valore!

Un sos dal mondo della scuola

Sono una docente di Lettere da diversi anni. Sono di Trapani e parlo a nome di tantissimi miei colleghi che si trovano nella condizione di precari fantasma, perché impossibilitati ad acquisire l’abilitazione. Negli anni trascorsi, i nostri colleghi hanno avuto sempre la possibilità di accedere a un corso abilitante presentando una semplice domanda con l’attestazione del servizio svolto.

A oggi, invece, secondo la bozza di formazione docenti, il servizio non vale nulla, la nostra preparazione ed esperienza nemmeno e la nostra età non più verde - 30/40 anni - ci penalizza maggiormente, poiché si creano percorsi pensando solo ai giovani neolaureati.