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Il carnevale di Gioiosa Marea

Il Carnevale non lo abbiamo certo inventato noi, ma abbiamo dato a esso un certo lustro, quella che viene definita impronta personale. Lo abbiamo caratterizzato con qualcosa che solo noi possediamo e che fa parte del nostro patrimonio: il movimento, il coinvolgimento, l’allegria e la continua voglia di partecipare, in tanti, in massa. Senza età.

Dai giovani ai meno giovani, a quelli che per l’età sono definiti i “vecchi”, che con uno spirito assai rilevante sfilano con la stessa forza e la stessa energia di un ventenne. Lo spirito goliardico che è insito in noi lo manifestiamo attraverso il rito del Carnevale. Perché è un rito, ancora oggi tanto atteso, unito alla voglia di non farlo tramontare, anzi, di risollevarlo, con tocchi di originalità e di innovazione.

Il Murgo

Da simbolo della tradizione e della cultura gioiosana a specialità gastronomica. La caratteristica maschera del rinomato carnevale di Gioiosa Marea, il Murgo, ispira prelibate pietanze. Originariamente la figura caratteristica del Carnevale gioiosano era la “Murga”, un’orchestrina formata da un gruppo di emigranti di ritorno dall’Argentina che suonavano allegri motivi con vecchi strumenti musicali, tra cui un trombone del 1815.

Era diretta dal “Murgo”, un “personaggio” locale vestito con tanto di frac e cilindro. La gente seguiva i musicanti dalla marina per le vie del paese e qualcuno si aggregava ad essi, magari soffiando “la Brogna” o un altro strumento spesso costruito artigianalmente. Partendo dai colori che contraddistinguono il look del “Murgo”, Giuliana Scaffidi, presidente dell’associazione Gioiosa Nostra, persona eclettica e dalle mille risorse, utilizza il suo estro creativo per inventare il primo piatto “Il Murgo”, a ripercorrere la propria identità.

Tre vicoli, uno spizzico e una serenata!

Domenica 8 agosto - Gioiosa Marea, ore 21:15 - Assaggio di pietanze povere nei tre vicoli prestabiliti. Percorso obbligato. Ore 23 - Spettacolo di canti e melodie arcaiche. Zona centrale del paese. Ore 24 - Suggestiva dichiarazione d’ Amore. “La Serenata del Pescatore“.
Buon Ferragosto a tutti, così scriveva Maurizio Costanzo sul “Messaggero“. Lunedì 15 agosto 1994, augurava quanto scritto sopra, citando alcuni eventi che si erano o stavano per verificarsi nella nostra Penisola.
Uno fra tanti, di gran richiamo, con una nota d’onore, fu data a Gioiosa Marea, per la novità che l’assessore al Turismo e Spettacolo del tempo aveva promosso. Così citava l’articolo “… mentre noi cerchiamo refrigerio in un mare ancorchè inquinato, alcuni mascalzoni si industriano per costruire un’atomica. Molto meglio a Gioiosa Marea, sulla costa tirrenica messinese, dove un assessore locale, a richiesta, manda un’orchestrina per Serenate d’Amore. Chissà se, con un di più, invia anche…

La Murga di Gioiosa Marea

Figura caratteristica del Carnevale di Gioiosa Marea era la “Murga”, originariamente un’orchestrina formata da un gruppo di emigranti di ritorno dall’Argentina, che suonavano allegri motivi con vecchi strumenti musicali, tra cui un trombone del 1815.

Era diretta dal “Murgo” vestito con frac e cilindro, nel dopoguerra personificato dal capitano Turi Zampino a cui è rimasto nel tempo, per antonomasia, tale epiteto, quasi patriarcale.