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Lettera a Napolitano di Scienze della Formazione Primaria - Palermo

Egregio Signor Presidente della Repubblica,
ricorda quando si faceva la fila per poter avere un po’ di pane? Il pane non bastava mai per tutti e molti erano costretti a tornare dalle loro famiglie, tante bocche da sfamare, con niente in mano.

Affamati, stanchi, delusi, amareggiati, feriti, preoccupati e umiliati erano tenuti in vita da un’unica speranza: quella di potersi mettere in fila il giorno successivo e di riuscire a ottenere un pezzo di pane anche più piccolo di quello che avevano sperato, anche solo qualche crosta o poche briciole.

Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Signor Presidente della Repubblica
On. Giorgio Napolitano,
dopo l’ennesima perdita sul campo del nostro Esercito, con la scomparsa del giovane collega, la mia coscienza mi ha portato a scriverLe questa lettera.

Ci sono momenti nella vita in cui ognuno di noi, con forza e coraggio, deve denunciare la mancanza di rispetto, o forse sarebbe meglio dire la beffa che sa di oltraggio, che passivamente si deve subire, e che, colpendo una categoria, si riverbera sui singoli individui.

Lettera aperta dei pendolari italiani al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Illustrissimo Presidente,
abbiamo appreso con grande stupore che lo scorso 1° giugno l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato SpA, Mauro Moretti, è stato da Lei nominato Cavaliere del Lavoro.
Non discutiamo i risultati ottenuti da Moretti riguardo al risanamento del bilancio di FS SpA e all’avvio dell’alta velocità, ma crediamo che siano ben note a tutti le condizioni del trasporto ferroviario universale, ovvero quei treni regolamentati dai vari Contratti di Servizio stipulati con le regioni (treni regionali) o dal Contratto Nazionale per il trasporto universale a media lunga distanza (treni IC).
Nei tre anni di gestione Moretti, i treni utilizzati da milioni di pendolari ferroviari italiani (il 90% dell’intero traffico ferroviario nazionale) hanno subito peggioramenti in termini di condizioni di viaggio, puntualità, tempi di percorrenza, pulizia, decoro e prezzi.

Appello al Presidente della Repubblica - da sottoscrivere e inviare

Appello a Giorgio Napolitano di Ferdinando Imposimato [01/01/2010]
Destinatario petizione :
Presidente Della Repubblica Italiana
Sostenitori ufficiali della petizione :
Circolo Legalità e Giustizia, gruppo LA COSTITUZIONE E’ IN PERICOLO - PREPARIAMOCI A DIFENDERLA, Nella Toscano coordinatrice del Circolo Legalità e Giustizia, Rosanna Damiani, Rosanna Rossi,
Illustre signor Presidente della Repubblica,
mi consenta di esprimere pubblicamente la mia perplessità circa il Suo appello a riforme istituzionali condivise, di cui però si ignorano i contenuti. Se le riforme riguardano materie bocciate dal referendum 2006, - senato federale, premierato e Consulta- credo sia legittimo chiedere che non siano riproposte.
D’altra parte una riforma prioritaria concerne il conflitto di interessi, che riguarda la libertà e il pluralismo della informazione (art 21 cost), di cui nessuno parla.

Un’(altra) lettera per Giorgio Napolitano

Cinque giorni fa il nostro blog ha pubblicato una lettera rivolta al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e a noi affidata. Adesso riprende quella - già ripresa da altri blog, siti d’informazione e agenzie di stampa - dell’ennesimo cervello che fugge dal nostro paese. Nel frattempo, il Presidente chiede che non si facciano più polemiche da qui alla conclusione del G8.

Caro presidente Napolitano,
chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito al­la loro madre. Vado via con rab­bia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedi­zione non siano servite a nulla. Vado via con l’intento di chie­dere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinuncian­do ad essere italiana.

Una lettera per Giorgio Napolitano

Egregio presidente Napolitano,
chi le scrive è un suo coetaneo – sicuramente meno noto – ma che, con lei, condivide la stessa età e la stessa provenienza meridionale: lei, anzi, essendo nato a Napoli, è più “nordico” di me, che sono nato in un paese dell’entroterra siciliano.

In questa spirale di bassezze senza fine, ho deciso di scriverle nella speranza che il suo ruolo, da sempre considerato meramente simbolico in Italia, possa finalmente avere, invece, la sua reale funzione di rappresentatività dell’unità nazionale.