Il bunga bunga? Non è assolutamente una novità. In tempi non sospetti qualcuno aveva già previsto tutto! (tratto da “L’uomo che parlava alle nuvole”, di Giovanni Barrile, e distribuito da ilmiolibro.it, lafeltrinelli.it. e librerie Feltrinelli).
Una musica strana e chiassosa veniva, infatti, dall’interno della villa. Il suono, dopo avere martellato vetri e pareti, finiva per perdersi nel grande silenzio della campagna.
“Musica brasiliana”, sentenziò Trifirò, che di queste cose se ne intendeva assai.
“Che minchia c’entra la musica brasiliana con il gioco d’azzardo?”, si chiese invece Cotroneo. Un pensiero logico. Che, però, nella scala gerarchica delle preoccupazioni del momento, non stava certamente ai primi posti. Altre cose, infatti, lo preoccupavano, innanzitutto trovare una maniera per entrare nella casa. Senza bussare, è ovvio: il minimo rumore avrebbe fatto scappare i buoi dalla stalla.
Al centro di questa matassa di pensieri gli arrivò accanto Salvo, come un angelo benefattore, a portare la…
L’uomo che parlava alle nuvole è l’ultima fatica letteraria di Giovanni Barrile (che per BSicilia ha pubblicato tanti racconti), una raccolta di storie in vendita solo nelle librerie Feltrinelli (distributore unico).
Ambientati in un piccolo borgo siciliano dei Nebrodi, i cinque racconti che compongono l’opera narrano le vicende professionali, mai del tutto slegate da quelle private, che vedono come protagonista Tommaso Cotroneo, appuntato dei carabinieri dai principi un po’ all’antica ma anche uomo di elevata sensibilità e bontà d’animo, affiancato dal giovane assistente Salvatore Piricò.

I due si muovono in una realtà tipicamente paesana, dove sono quasi sempre il giudizio e l’approvazione della comunità a stabilire lo stile di vita degli abitanti e dove, dunque, trovano spesso asilo i vizi e i segreti più inconfessabili.
In tutte le librerie Feltrinelli viene proposto il nuovo libro di Giovanni Barrile, “La maledizione del gatto nero”, un giallo che gli amanti del genere sicuramente apprezzeranno per la godibilità del testo e per l’originalità degli spunti narrativi. Le forti tinte gialle dei racconti, scritti in modo essenziale e immediato, non impediscono all’autore di avventurarsi nel cuore e nell’anima dei personaggi, alla ricerca di quel bene prezioso che è la luce dei sentimenti.

Il nostro investigatore, Bivona, è un maresciallo dei carabinieri prossimo alla pensione. Come tanti italiani è superstizioso assai. E come dargli torto, visto che l’apparizione improvvisa di un gatto nero segna l’inizio di oscure vicende che sconvolgono la sua vita e la calma piatta di Torrealta, un immaginario paese della costa tirrenica siciliana?
Nell’antico testamento si legge che Dio, un bel giorno (il primo in assoluto, a volere essere precisi), si decise a creare i cieli e la terra.
Poi fece la luce e la separò dalle tenebre.
Vedendo che era cosa buona, il giorno dopo realizzò una grande distesa che chiamò cielo.
Il terzo poi separò la terra dal mare e pure questo gli gradì parecchio, tanto da arricchirla con alberi e frutti.
Era il quarto giorno quando in cielo piazzò sole, luna e stelle.
Il quinto, addirittura, inventò tutti gli animali.
Il sesto, infine, fece l’uomo …
Il sesto giorno! Capite? Stanco morto per la fatica dei giorni precedenti! Sinceramente…ditemi voi…la cosa poteva mai riuscirgli bene?
Le nuvole correvano veloci, spinte dal vento di maestrale.
Al contrario, i pensieri di Nino restavano attaccati al cervello, come funghi al terreno.
“Si può amare senza essere amati? Ha senso vivere, se l’unica compagna resta la solitudine?”
Gli mancava l’aria, in quel mondo muto e senza amore.
Guardò le isole, nitide come capita solo nei giorni di vento, e i gabbiani, che si lanciavano a cerchi veloci contro l’alto muro di bianca schiuma.
Pensò allora che c’è un tempo per vivere e uno per morire, uno per amare e uno per soffrire, un tempo ancora per parlare e uno infine per restarsene in silenzio.
Così, dolcemente, la pace tornò nel suo cuore.
“C’era una volta…”, così cominciavano le favole che mamma Maria gli raccontava ogni sera.
Re e regine, principi e principesse, fate e maghi: quel popolo di felici e contenti accompagnava fino al mattino il sonno del piccolo Luca.
Molti anni dopo, con lo stesso amore di sua madre, papà Luca adesso cercava a sua volta dentro boschi incantati e bianchi castelli le facce e le avventure che un tempo lo avevano affascinato.
Fra le sue braccia la sua piccola Maria ascoltava intanto trepidante, regalandogli in cambio il più grande dei sorrisi. La vita continua, no?