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Ponte sì, Ponte no

Accendo la tv. Un fatto di cronaca di oggi riguarda le manifestazioni “No Tav” durante le quali ci sono stati dei feriti, di cui uno grave. I turbamenti che recepiscono i miei occhi, trasportando le notizie al cervello, si esprimono nei seguenti dubbi (e nelle relative domande).

Viviamo in un Governo “eletto dal popolo”, ma la classe popolare non dovrebbe essere a favore delle azioni di chi lo amministra? E ancora: se prendiamo in considerazione il “No Tav” come il dissenso riguardo al costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, si presuppone un altro dubbio…

Termini Imerese: l’incapacità del governo

La questione dello stabilimento della Fiat in Sicilia ci rivela, come al solito, l’intima natura del capitalismo e la subalternità della politica alle decisioni imprenditoriali, anche se la politica, a buon diritto, potrebbe pretendere di dire l’ultima parola, visto che i soldi pubblici per finanziare le varie crisi e ristrutturazioni Fiat, dal dopoguerra a oggi, sono stati erogati massicciamente a spese dei contribuenti.

L’intima natura delle imprese è quella di liberarsi dei rami secchi, senza preoccuparsi delle piaghe sociali che queste scelte provocano, e comunque scaricano sulla collettività i problemi, e dunque il cosiddetto “libero mercato” si rivela una struttura predatoria che si fonda su aiuti statali quando è in crisi, e su ammortizzatori sociali statali quando ristruttura o chiude.

I tempi di percorrenza dei treni in Sicilia, sono sempre più lunghi

Con l’innovazione arrivano i ritardi. La modernizzazione di alcuni tratti (il 12% a doppio binario su 1378 km) delle ferrovie in Sicilia, avrebbe dovuto accorciare i tempi di percorrenza nelle due dorsali Jonica e Tirrenica di almeno un 20%, ma ciò negli anni non è avvenuto. Anzi, a ogni cambio di orari si è avuto un netto e sensibile aumento dei tempi di percorrenza.
Facendo, in questo caso, riferimento alla relazione Messina-Catania-Siracusa, nonostante il completamento di alcuni tratti di doppio binario, la sostituzione delle vecchie traversine di legno con quelle di cemento, la sostituzione dei binari, l’arrivo in Sicilia dei nuovi locomotori E 464, dei treni Minuetto (cofinanziati con 50 milioni di euro dalla Regione Siciliana) e con la continua innovazione tecnologica della rete di questi ultimi anni, non è stata minimamente migliorata la percorrenza di molti treni, addirittura è stata ulteriormente allungata.
E’ possibile verificare questo continuo allungamento dei…

La teoria del caos

E’ successo di nuovo. La terra non ha tremato a causa di un terremoto questa volta, ma l’aria ha vibrato per le esplosioni seguite al deragliamento di un vagone merci che trasportava gpl nei pressi della stazione di Viareggio.
Cinque i palazzi circostanti coinvolti nell’incidente, due dei quali crollati del tutto. Diciotto (finora) le vittime accertate, ma ci sono ancora ventitre feriti (di cui alcuni molto gravi) negli ospedali e un numero imprecisato di dispersi.
E, fino a qui, la cronaca scarna dei fatti che, tanto per cambiare, include anche un Siciliano, emigrato a Viareggio tanti anni fa per lavorare. Il resto - le cause, le responsabilità, i colpevoli ancora ignoti - si troverà (?) dopo le indagini della magistratura.

Un sos dal mondo della scuola

Sono una docente di Lettere da diversi anni. Sono di Trapani e parlo a nome di tantissimi miei colleghi che si trovano nella condizione di precari fantasma, perché impossibilitati ad acquisire l’abilitazione. Negli anni trascorsi, i nostri colleghi hanno avuto sempre la possibilità di accedere a un corso abilitante presentando una semplice domanda con l’attestazione del servizio svolto.

A oggi, invece, secondo la bozza di formazione docenti, il servizio non vale nulla, la nostra preparazione ed esperienza nemmeno e la nostra età non più verde - 30/40 anni - ci penalizza maggiormente, poiché si creano percorsi pensando solo ai giovani neolaureati.

Trapani denuncia la mancanza di lavoro

Scrivo per denunciare un fatto gravissimo, quello del licenziamento dei lavoratori ex Telecom s.r.l., posti in mobilità da un governo che intende recuperare così il capitale per sanare la crisi.

Un sussidio minimo ci ha tenuti prigionieri del sistema nella speranza che Italia Lavoro, un’agenzia governativa, ci trovasse una sistemazione, dopo averci inseriti nel progetto Pari.