Lunedì sera, alle 21:10 (sì, stranamente in prima serata) è andato in onda un film, uscito al cinema 5 anni fa, su una delle tre reti commerciali presenti in Italia (e mi è sembrato strano anche questo). Sto parlando di “V per Vendetta”, che dovrebbe essere già noto ai lettori di BSicilia per via di questo post: “I popoli non dovrebbero temere il proprio governo. I governi dovrebbero temere il popolo”.
Fu proprio alla scena finale del film, infatti, che mi ispirai per commentare, a modo mio, una rassegna stampa particolarmente penosa, perchè le notizie che trovai sui quotidiani quel giorno sembravano non lasciarci scampo.
Rivedendo la pellicola, la mia attenzione si è focalizzata su un altro spezzone.
Da ieri, su you tube (amplificato poi da facebook), circola un video in cui si sente un concorrente della decima edizione del Grande Fratello elogiare la mafia italiana nel corrispettivo spagnolo del programma. Signore e signori, ce l’abbiamo fatta! Siamo riusciti a scendere ancora un gradino più giù.

La saldatura degli interessi di quelle “menti raffinatissime” di cui parlava Giovanni Falcone è avvenuta. Le “menti raffinatissime”, ovviamente, non sono certo quelle degli idioti che si sono reclusi volontariamente dentro il bunker di Cinecittà.
Le “menti raffinatissime” sono quelle di chi ha importato programmi come questo in Italia. La televisione commerciale, infatti, è solo uno dei settori dell’immenso patrimonio imprenditoriale di proprietà del presidente del consiglio italiano.
Ho compiuto 49 anni e vivo in Germania da 36. Vorrei rimproverare lo Stato italiano, che non ha fatto niente (ma proprio niente) per impedirmi di andare a cercare lavoro all’estero.

Come me, sono tantissimi quei Siciliani che sono dovuti andare via dalla Sicilia perchè senza lavoro, intenzionati a trovare altrove quello che non hanno trovato in patria.