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Nessun vincitore, nessun vinto…ma è davvero così?

“Bisogna che tutto cambi, affinchè tutto rimanga com’è”, avrebbe detto Tancredi, il nipote prediletto di don Fabrizio Corbera, principe di Casa Salina, nonchè protagonista de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Astensionismo a parte, la Sicilia si conferma ancora una volta roccaforte di Silvio Berlusconi, il cui partito, il Pdl, risulta il più votato, con 692.340 voti alle sole europee e, nonostante questo, i proclami che si inseguono finora sono tutti di politici vincitori, nessun vinto.
Capisco che il presidente del consiglio possa aver perso qualche migliaio di voti ma, a casa mia, vincere significa sempre e comunque una cosa: arrivare davanti a tutti gli altri. E così è stato. Pur volendo tralasciare la storia di Noemi, sorvolando sulle fotografie scattate a Villa Certosa, in Sicilia i termini delle elezioni erano ben altri, ma sono stati ugualmente ignorati.

Situazione rifiuti a Palermo del 31 maggio 2009 (di Giorgio Ciaccio)


Ai writers la cura dei nostri sottopassaggi

Quando, a pochi metri dal centro di Chicago, chiesi come poter raggiungere il lago Michigan - dalla parte opposta rispetto a dove mi trovavo io - un uomo mi rispose che, vista l’ora, non mi consigliava di arrivare al lago attraverso il sottopassaggio di fronte a me. “E’ molto meglio se lo raggiungi dalla superficie”.

Per una mera questione di sicurezza il mio interlocutore mi sconsigliò di avventurarmi all’interno del sottopassaggio. Lo stesso che vidi alla luce del giorno qualche ora dopo e che mi sembrò il corridoio di un ospedale, anzichè un cunicolo sotterraneo.