Egregio Signor Presidente della Repubblica,
ricorda quando si faceva la fila per poter avere un po’ di pane? Il pane non bastava mai per tutti e molti erano costretti a tornare dalle loro famiglie, tante bocche da sfamare, con niente in mano.

Affamati, stanchi, delusi, amareggiati, feriti, preoccupati e umiliati erano tenuti in vita da un’unica speranza: quella di potersi mettere in fila il giorno successivo e di riuscire a ottenere un pezzo di pane anche più piccolo di quello che avevano sperato, anche solo qualche crosta o poche briciole.
“Gli assetti aerei e navali italiani messi a disposizione della NATO per l’operazione Unified Protector continuano le missioni assegnate per l’imposizione della no-fly zone e dell’embargo navale. Nell’ultima settimana sono state effettuate 39 missioni aeree. Gli assetti impiegati dall’Aeronautica militare sono stati i cacciabombardieri Tornado, F16 Falcon e AMX, gli aerofornitori KC130J e KC767A ed un velivolo a pilotaggio remoto Predator B (…) Per quanto riguarda l’emergenza immigrazione, in applicazione dell’intesa italo-tunisina, Nave Comandante Borsini, Nave Chimera ed un aereo Atlantic continuano la sorveglianza in prossimità delle acque tunisine”.

Il ministero della Difesa italiano emana settimanalmente un dispaccio con un consultivo delle missioni effettuate dalle forze armate nella ormai lunga campagna militare in Libia. Quasi a consacrare che uno degli obiettivi della guerra globale e permanente è quello di contro-arrestare i flussi migratori in direzione sud-nord, lo Stato maggiore congiunge nello stesso comunicato le scarne informazioni sui bombardamenti in Libia…
Sono lo strumento di distruzione più micidiale della coalizione internazionale in guerra contro Gheddafi. Hanno sganciato centinaia di missili “Tomahawk” all’uranio impoverito, spargendo polveri radioattive nelle città e nei villaggi della Libia. Transitano in immersione nei mari del sud Italia, attraversando i corridoi marittimi più trafficati come lo stretto di Messina.

Per le loro soste scelgono le popolatissime baie ai piedi di due vulcani, l’Etna e il Vesuvio, accanto a depositi di carburante e munizioni, raffinerie e industrie chimiche. Si tratta dei sottomarini a propulsione nucleare della marina militare USA, impianti antiquati e pericolosi tipo “centrale Chernobyl”, con l’aggravante che se ne vanno a spasso liberi per i nostri mari.
I disegni di Franco Donarelli
Il conto alla rovescia e gli annunci dei tagli ai treni da e per il nord, dovrebbero far riflettere i Siciliani e far indignare tutta la nostra deputazione siciliana. La Sicilia, anno dopo anno e treno dopo treno, è stata definitivamente tagliata fuori dal trasporto universale delle Ferrovie dello Stato.

Mentre l’Italia, da Torino a Salerno, corre sui binari dell’alta velocità, mettendo in questo modo a disposizione di queste grandi città (Torino, Milano, Firenze, Bologna, Roma, Napoli e Salerno) una sorta di metropolitana veloce lunga oltre mille chilometri, la Sicilia viene invece definitivamente isolata dal trasporto ferroviario.
Il 31 Agosto e il 4 settembre, nell’ambito del prestigioso Festival de Dramaturgia Europea di Santiago del Chile, verrà presentato “Por el bien de todos” (Per il bene di tutti) di Francesco Randazzo, regia di Alexandra Von Hummel e con: Alexis Moreno, Tamara Acosta, Susana Hidalgo, Marcelo Alonso, Daniel Antivilo, Rodrigo Soto, Manuel Peña; scena: Rodrigo Ruiz y Ricardo Romero.

“Per il bene di tutti” è stato vincitore del Premio Candoni (presidente della giuria Franco Quadri) nel 1996, e venne pubblicato nelle edizioni del CSST di Udine. Nel 2001 è stato rappresentato in Croazia dalla Compagnia del Dramma italiano di Fiume/Rijeka, con notevole successo di critica e pubblico. Nel 2009 l’Université du Mirail de Toulouse lo ha pubblicato in edizione bilingue (francese/italiano) ed è stato rappresentato al Festival Universcènes di Toulouse, al Festival Universoteatro, a Marsiglia e Nantes.