La ex Telecom è fallita nel 2000 e una parte del personale è stato rilevato da una ditta di Arezzo. Le rimanenti 500 persone sono state, invece, messe in cassa integrazione per un anno e mezzo.

Allo scadere del 2001 abbiamo ottenuto una prima deroga e siamo stati affidati a Italia Lavoro poi, di anno in anno, siamo arrivati sino alla fine del 2008. In un documento dello scorso dicembre risulta che in tutta la Sicilia ci sono ancora 166 persone da sistemare.
Da dieci anni in cassa integrazione. E poi, qualche mese fa, la notizia che, in fondo, aspettavano: il licenziamento. A Palermo sono rimasti in venti, in tutta l’isola erano più di 500. Sono i lavoratori ex Telecom, l’azienda fallita nel 2000. Poi più nulla, tranne un record difficilmente eguagliabile: cassa integrazione per dieci, lunghissimi, anni. Di deroga in deroga, sono arrivati al 2009. Sono rimasti in pochi, però, rispetto all’inizio.

Qualcuno si è tolto la vita, qualche altro è finito in cura dallo psichiatra, altri ancora - i più fortunati - hanno trovato un altro lavoro. Ma lo hanno fatto da soli, senza l’aiuto promesso dallo Stato, dalla Regione Sicilia o dall’agenzia Italia Lavoro.
Il 21 aprile 2009, presso i locali del servizio XIII - Ufficio Regionale del Lavoro, si è svolta una riunione per discutere la situazione dei lavoratori Telecom s.r.l., di Trapani, in fallimento.

Convocate le parti Ufficio Regionale del Lavoro - Palermo (in rappresentanza di quelle sindacali), Italia Lavoro e il responsabile del servizio di U.R.L. Era assente il responsabile della Curatela Amministrazione Giudiziaria della Telecom s.r.l.
Vi ho già scritto una volta per denunciare la grave situzione in cui ci troviamo. Lo faccio di nuovo adesso, allegandovi il file del verbale della nostra ultima visita all’assessorato regionale al Lavoro.

Dovete sapare che l’assessore Carmelo Incardona non si è assunto nessuna responsabilità riguardo l’impegno preso sull’inserimento in cassa integrazione per i 130 lavoratori ex Telecom s.r.l.
Scrivo per denunciare un fatto gravissimo, quello del licenziamento dei lavoratori ex Telecom s.r.l., posti in mobilità da un governo che intende recuperare così il capitale per sanare la crisi.

Un sussidio minimo ci ha tenuti prigionieri del sistema nella speranza che Italia Lavoro, un’agenzia governativa, ci trovasse una sistemazione, dopo averci inseriti nel progetto Pari.