Salve a tutti,
è parecchio che non scrivo dell’odissea dei precari dell’aeroporto di Catania, ma finora non c’è stato nulla di rilevante da raccontare, perché siamo ancora precari, nonostante il diritto di assunzione acquisito.

Infatti, la Sac, l’ente di gestione dell’aeroporto di Catania non sì e voluto assumere l’onere e la responsabilità derivanti da queste 40 persone e ha delegato la nuova società, la Gh di Napoli, che ora gestisce l’handling, di trovare una soluzione al problema.
Il 12 novembre (dicono i sindacati) l’amministratore delegato della “4U servizi s.p.a.”, Paul Manfredi, insieme al suo staff regionale, ha comunicato alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di categoria, lo stato di crisi del call-center di Porto Empedocle.
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Tale condizione, ha sostenuto l’amministratore delegato, perdura da troppo tempo e la speranza di una ripresa, non essendosi realizzata, ha portato alla decisione di chiudere il centro a dicembre. La scelta dell’azienda manda a casa 120 lavoratori con contratto a progetto (con retribuzione flessibile variabile da 200 a 600 euro mensili), nonché 17 operatori con contratto a tempo indeterminato, alcuni dei quali, operativi nello staff.
I musicisti, i docenti, gli impiegati e i collaboratori della Fondazione The Brass Group, che da diversi mesi non percepiscono lo stipendio, promuovono autonomamente, senza approvazione del Consiglio di amministrazione, un concerto di protesta.
Amiamo il nostro lavoro e non è nella nostra indole fare i “piagnoni”. La nostra protesta sarà comunque una Festa, un inno alla Vita. Riteniamo sia giunto il momento che la collettività sappia che:
Stamattina, alle 16:30, all’aeroporto di Catania, si svolgerà una manifestazione dei lavoratori precari dello scalo etneo. Chi scrive fa da portavoce a un gruppo di loro. Dipendenti che dopo circa sei anni di seria e inappuntabile attività, si trovano oggi, per un capriccio societario, a fare i conti con un cambio di rotta che apre uno scenario del tutto nuovo all’aeroporto.

Dal 2003, in Sac, assistiamo ad assunzioni legate all’incremento del traffico voli e passeggeri pari a un numero che si aggira a circa 200 precari (solo tra gli operai), con la promessa che da lì a breve si sarebbe arrivati a una stabilizzazione.
Tra pochi giorni scadranno i termini per la presentazione delle domande per ottenere i benefici previdenziali previsti dalla legge (Decreto 12 Marzo 2008, GU numero 110 del 12/05/08) per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto. Tali disposizioni varrebbero per tutti i lavoratori che hanno prestato servizio in aziende in cui è presente la fibra killer e fino all’avvio dell’azione di bonifica.

Anche presso alcune aziende del Comprensorio del Mela, ad esempio la Raffineria di Milazzo, è partita (seppur con ritardo) l’azione di bonifica dell’enorme quantità di manufatti contenenti amianto, ma non risultano essere state fatte adeguate campagne di screening sulle patologie connesse a tale sostanza nei lavoratori (dipendenti e dell’indotto) che hanno operato a stretto contatto con la fibra killer o nei cittadini residenti nelle immediate vicinanze degli impianti.
Vi ho già scritto una volta per denunciare la grave situzione in cui ci troviamo. Lo faccio di nuovo adesso, allegandovi il file del verbale della nostra ultima visita all’assessorato regionale al Lavoro.

Dovete sapare che l’assessore Carmelo Incardona non si è assunto nessuna responsabilità riguardo l’impegno preso sull’inserimento in cassa integrazione per i 130 lavoratori ex Telecom s.r.l.