Prima di salire al governo, il sogno della Lega Nord era il federalismo, cioè la possiblità che le comunità si gestiscano da sole a livello regionale. Quindi, buona parte dei poteri dello Stato sarebbero dovuti passare alle Regioni: dal potere fiscale all’istruzione solo per citarne alcuni, mentre invece la politica estera e la difesa sarebbero rimaste nelle mani di quella che i leghisti definiscono “Roma ladrona”.

Le Regioni traggono il loro consenso dalle comunità locali, dai cittadini che in questo modo hanno più possibilità di riuscire a far valere le proprie ragioni…ed è proprio questo il nocciolo della questione. Secondo questa teoria, ogni Regione ha carta bianca su alcune questioni che la toccano da vicino.
Qualsiasi riforma deve e può interessare i nuovi, mai coloro che hanno già iniziato un percorso da anni.
E’ stato così quando furono introdotte le lauree triennali (ciò in armonia con il principio della irretroattività delle norme di diritto amministrativo), sarà così quando “partirà” la riforma dei licei (abolizione del latino nei licei scientifici di indirizzo: brillante decisione visto che si parla di licei!).

Adesso c’è questa esecrata riforma della formazione dei docenti che la Gelmini chiama “reclutamento” (so che c’è una differenza tra i termini “formazione” e “reclutamento”…mah! ). A quanto pare, però, per il ministro, l’abilitazione non ha alcun valore!
Cari Ficarra e Picone,
io sono orgoglioso di essere Siciliano perché siete miei conterranei. Perché, come tutti i grandi attori, riuscite a far piangere (e non solo) per le risate. Perché avete avuto il coraggio di fare ironia su tutti coloro che hanno affidato le sorti dell’isola a una forza politica scriteriata e razzista.

Su una cosa non sono in sintonia. Quando dite che Falcone e Borsellino erano Siciliani. No! Loro “sono”, devono essere sempre presenti in noi e devono essere ricordati, così come avete fatto voi, in tutte le manifestazioni culturali e di massa.