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La legge bavaglio nega ai cittadini il diritto di essere informati

Lettera aperta all’Università di Messina

Nel documento del 20 dicembre 2009, le associazioni della docenza e le organizzazioni sindacali invitavano l’Amministrazione dell’Università di Messina a desistere dal procedere alla “rottamazione” dei ricercatori, degli assistenti ordinari e delle figure equiparate.

Tale appello, ripreso con vigore dalla ”Assemblea dei Docenti” del 22 gennaio u.s., era proteso a evitare uno scontro interno alla Istituzione, generato dalla discrezionale applicazione della legge “Brunetta” che era, ed è, fortemente discutibile e di lettura tutt’altro che univoca.

Nel paese dei balocchi

Se hai mal di testa e usi sempre la stessa medicina, a un certo punto non ti fa più effetto, perché ti assuefai al farmaco: cioè, il tuo corpo si adatta a quelle sostanze che gli vengono somministrate e, quindi, per forza di cose, se vuoi che ti passi questo dolore fastidioso devi aumentare la dose.
Nella politica italiana, le cose non si discostano poi così tanto, perchè basta sostituire il dolore con i cittadini e le medicine con le porcherie di chi ci governa. Con tutti i personaggi che ci sono in giro, ancorati alle loro poltrone, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, camorristica e certi sindaci che usano gli impiegati comunali (la Sicilia ne sa qualcosa) per fare gli affari di famiglia quando questi dovrebbero svolgere il proprio lavoro al servizio della comunità, non basta la stessa frittata: bisogna cambiare, bisogna far credere ai cittadini che si…

Nessun riferimento agli immigrati nel piano di zona del Distretto 50

Saltati i progetti presentati per l’integrazione degli immigrati e loro famiglie presentato in estate all’assessorato regionale alla Famiglia, alle Politiche Sociali e alle Autonomie Locali. Del piano di zona del Distretto 50, che comprende otto Comuni della Provincia (Trapani capofila, Erice, Valderice, Buseto, San Vito Lo Capo, Custonaci, Paceco, Favignana, unitamente all’ASL 9), ma d’integrazione degli immigrati non se ne parla.

Eppure, tra le aree d’intervento proposte dalla legge 328 del 2000 - “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” - e il decreto d’attuazione regionale del 18 gennaio 2009, accolto in prima istanza dal Comitato dei Sindaci del distretto socio-sanitario 50, il fenomeno immigratorio era fatto proprio come un disagio mirante alla promozione del nuovo sistema di welfare siciliano.

La storia di un Siciliano “clandestino” in Belgio

Dopo i vostri post sulla “clandestinità”, ho deciso di scrivere la mia esperienza. Mi ritengo un uomo sempre pronto ad aiutare gli altri (nel limiti delle mie possibilità), buono, un po’ testone, che non sogna più a occhi aperti…anche se ho capito che in questo mondo fatto di cattiverie ed egoismo c’è sempre qualcuno che può aprofittarsene lo stesso.

La mia storia di emigrante ebbe inizio nel 1977: avevo 22 anni, mi ero sposato a 18 (dopo una fuitina) con una persona meravigliosa. I primi anni di matrimonio vivemmo in una casetta piccolina. Io lavoravo, ma guadagnavo poco: non potevo mantenere più mia moglie, per di più incinta.