Il sindaco, quale ufficiale di governo, è obbligato a sovrintendere alla vigilanza di tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico (art. 39 dello Statuto del Comune di Favara).
Ill.mo prof. Rosario Manganella sindaco di Favara,
sindaco della nostra città, per come si è sempre contraddistinto il nostro operato, nel profondo coinvolgimento a interagire per il bene collettivo, abbiamo voluto citare di proposito, all’inizio di questa lettera, l’attribuzione fondamentale che la sua figura impone nell’esercitare l’adempimento ai compiti demandati dal ruolo legislativo che rappresenta.

E da qui che poi si vuole denunciare lo stato d’emergenza e d’allerta in cui tutta la città ne è martoriata e profondamente coinvolta. La gente sta iniziando ad avere paura, non si sente più al sicuro. Gli avvenimenti di barbarie, di atti vandalici, di violenza, di furti, di pericoli effettivi a mettere in causa l’incolumità pubblica stanno alimentando, pian piano, una situazione difficilmente controllabile…
Egregio Signor Presidente della Repubblica,
ricorda quando si faceva la fila per poter avere un po’ di pane? Il pane non bastava mai per tutti e molti erano costretti a tornare dalle loro famiglie, tante bocche da sfamare, con niente in mano.

Affamati, stanchi, delusi, amareggiati, feriti, preoccupati e umiliati erano tenuti in vita da un’unica speranza: quella di potersi mettere in fila il giorno successivo e di riuscire a ottenere un pezzo di pane anche più piccolo di quello che avevano sperato, anche solo qualche crosta o poche briciole.
Carissimi cittadini,
oggi dirò al Prefetto e al Ministro dell’Interno che questo Comune non è più in grado di dare i servizi ai cittadini. Chiuderò simbolicamente l’ufficio Anagrafe e stato civile. Si tratta di una forma di protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti riguardano le istituzioni territoriali. Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i vostri diritti.

Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.
Gentile redazione di BSicilia,
sono una cittadina siciliana e mi rivolgo al suo blog. Le sarei grata se pubblicasse la mia lettera perché, forse, sfogandomi con i lettori potrò trovare un po’ della perduta serenità.

Mi perdoni se rimango anonima, ma ho già subito fin troppe umiliazioni. Le racconto ora la mia triste storia. Alcuni anni fa ho perso in tribunale una causa per me molto importante. Ho avuto un grave incidente all’interno di un esercizio commerciale della mia città, incidente che mi è stato provocato dalla”negligenza” di una persona che in quel periodo lavorava abusivamente in quell’esercizio e ho saputo dopo, peraltro, che i titolari non erano assicurati, ecco perché hanno pensato bene di negare tutto quel che era realmente accaduto.
Spett.le Redazione di BSicilia,
sono uno studente di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo e vi scrivo per mettervi al corrente del decreto n.587/2011 del 22/02/2011 firmato dal Rettore dell’Università degli Studi di Palermo che prevede una proroga del termine temporale della sessione di laurea straordinaria entro e non oltre il 31/05/2011.

Qui di seguito troverete il link riguardante il decreto: http://portale.unipa.it/home/News/primo_piano/news_0003.html
Gentile redazione di BSicilia,
definirei le persone che hanno la possibilita di parlare, senza contraddittorio, ignoranti e incompetenti nel settore e nel commercio ortofrutticolo.

Attraverso di voi, che potete farlo, vorrei inviare loro il mio messaggio e definirli anche BUGIARDI, perchè, da due settimane, noi agricoltori stiamo vendendo in tutti i mercati siciliani: Vittoria, Scroce, Donnalucata, Pachino. Da due euro al chilogrammo fino a due euro e quaranta centesimi.