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Lettera aperta al Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo

Pregiatissimo Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo,
quando ero una ragazzina e le ferrovie erano solo dello Stato, non mi capacitavo del perché avessimo in Sicilia carrozze del periodo postbellico, mentre nelle città del nord (come Bologna o Milano) si poteva viaggiare dentro comodi e modernissimi vagoni. E perché, in generale, i servizi del nord erano più efficienti e, secondo il linguaggio che si può avere a quell’età, giudicati da me più belli.
La bellezza, signor Presidente, è una componente essenziale del benessere. E se esistono bellezza e benessere, se ne può trarre solo guadagno.
A questa Sicilia va restituita e garantita bellezza e benessere, e occorrono persone disposte a battersi per questi valori.

Lettera aperta all’Università di Messina

Nel documento del 20 dicembre 2009, le associazioni della docenza e le organizzazioni sindacali invitavano l’Amministrazione dell’Università di Messina a desistere dal procedere alla “rottamazione” dei ricercatori, degli assistenti ordinari e delle figure equiparate.

Tale appello, ripreso con vigore dalla ”Assemblea dei Docenti” del 22 gennaio u.s., era proteso a evitare uno scontro interno alla Istituzione, generato dalla discrezionale applicazione della legge “Brunetta” che era, ed è, fortemente discutibile e di lettura tutt’altro che univoca.

Lettera aperta a Marida Cassarà

Gentile dottoressa Cassarà,
mi permetto di scriverle - anche se non ci conosciamo - per sottoporle alcune mie riflessioni, all’indomani di un nuovo aumento della Tarsu, ribadito dalla giunta comunale guidata dal suo compagno, nonchè padre di sua figlia Laura.
Generalmente si dice che “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. La frase, di per sè, non mi è mai piaciuta particolarmente, per il semplice fatto che, ancora oggi, nel 2009, si tende a sottolineare che le donne stanno sempre un passo indietro rispetto ai loro uomini ma - beh - diciamo che questa è un’altra storia.
Quello che mi chiedo, comunque, ogni volta che sento questa frase è: “Ma allora chi ci sta dietro un uomo che proprio tanto grande non è?”. Come se la pochezza del proprio compagno dovesse inevitabilmente investire anche noi.

Rabbia e dolore - Un caso di mobbing a Canicattì?

Mi chiamo Giuseppa Disca e vi scrivo con rabbia e dolore, per fare sapere a tutti come può un Comune dell’entroterra siciliano, Canicattì, togliere la vita a un essere umano con una ferocia da abominevoli bestie che credo esistano solo in questa città.
Chiamiamole “strane coincidenze“ della mia vita. Ma quante strane e brutte coincidenze da 4 anni a questa parte. Non so di preciso quando tutto ebbe inizio, so soltanto che dopo 20anni che io e la mia famiglia viviamo e lavoriamo a Canicattì, mi ritrovo senza passato, presente e, naturalmente, senza futuro.
Che succede? Sono viva o morta? O entrambe. Nessuno mi conosce più o quasi ed escludo gli ipocriti che ti accoltellano alle spalle, sorridendoti. Chiedo con questa mio post - e scusate se faccio errori o non seguo un filo logico, ma ho un bel po’ di problemi - un po’ di attenzione per il mio…

Un clima avvelenato dall’invidia in cui fervono nuove “azioni punitive” e nuove Br

La redazione ha ricevuto questo post da Anna Lo Presti, ex direttore del Giornale Affari di Messina, che ci ha chiesto di pubblicarla. Noi l’abbiamo accontentata.
Il clima mediatico-politico che viviamo in questi giorni rispecchia, a detta di molti, un chiaro sentimento di invidia che attanaglia le menti di coloro i quali rappresentano un’opposizione per niente costruttiva. Nessuno li emargina, eppure si sentono emarginati. Nessuno li accusa, eppure sentono la necessità di difendersi. Nessuno li deprezza, eppure sentono il bisogno di dover manifestare la loro perfezione rispetto agli altri.
Qui siamo di fronte a una crisi di identità senza precedenti di cui la sinistra si assume la totale paternità.
Sono stanchi, stressati. Non sanno più chi accusare e per cosa accusare. Hanno tre candidati leader discutibili che già si fanno la guerra tra loro sottobanco e pretendono di sovvertire persino la volontà popolare.
Obiettivo gravoso e quanto mai improbabile che…

La lettera di un nostro lettore sul nubifragio del Messinese

Le dichiarazioni di Napolitano in televisione il 2 ottobre, mentre la gente moriva nel fango sono state: “Vi è un diffuso dissesto idro-geologico in gran parte causato dall’abusivismo”. Altre dichiarazioni, in questo caso dei giornalisti, parlano di mafia e abusivismo edilizio.
Ci sono stati frequentemente ricordati Totò Riina e altri delinquenti durante la settimana appena trascorsa. Mai, negli ultimi quindici anni, ho sentito parlare di Archimede, di Ettore Majorana o di tanti altri grandi Siciliani, alla televisione. Solo mafia, arretratezza, abusivismo, etc. etc.
Per mestiere, io mi occupo di fatti, di cose reali, di rapporto causa effetto, e questo mi porta a fare le seguenti osservazioni:
1) Chi ha fatto crollare il mercato degli agrumi, riducendo ancor di più il reddito pro-capite dei Siciliani? Uno scellerato accordo tra governo italiano e spagnolo.
2) Chi ha fatto questo è il vero responsabile del dissesto idrogeologico di ampie zone della Sicilia? Se…