
I disegni di Franco Donarelli
L’atmosfera da ultimo giorno di scuola c’è tutta: il giorno prima di cominciare le ferie e partire per una nuova avventura, al lavoro si sente quasi il bisogno di essere a posto con la propria coscienza, prima di spegnere il computer e liberarsi del telefono per 15 giorni.

Il momento tanto atteso è arrivato, anche per me. Ma non potevo certo lasciarvi senza assegnarvi i “compiti per le vacanze”. Proprio come facevano a scuola i professori con me, così faccio oggi io con voi. Tranquilli, però, non vi assegnerò né temi né equazioni, né versioni dal latino o dal greco né traduzioni dall’inglese o dal francese.
Attraversare piazza della Memoria in una calda mattina d’estate per raggiungere il nuovo tribunale di Palermo, ha il sapore del vecchio: del già fatto, del già vissuto. I passi che s’incollano sul pavimento della strada, mentre l’afa fa tremolare davanti agli occhi i nomi di tutti i magistrati uccisi dalla mafia e incisi sulla pietra, sembrano riportarti indietro nel tempo. A quegli anni delle stragi che, in realtà, non sono mai finite: sono solo state sommerse.

Piergiorgio Morosini, giudice dell’udienza preliminare, ci aspetta nel suo ufficio, con la porta chiusa e il condizionatore acceso. L’unica differenza col passato. Il resto è tutto uguale. Accanto alla sua scrivania sepolta sotto una montagna di carte, c’è la borsa e, dentro, una copia del suo libro: “Il Gotha di Cosa Nostra”.