Un lunedì di marzo, tiepido perché riscaldato da un raggiante solo siciliano: uomini, donne, bambini, studenti, lavoratori, corpi che si muovono tra le strade dell’isola, da Siracusa a Catania. E’ una manifestazione…è il primo marzo dei migranti che vivono e lavorano in Italia.

Lo sciopero, il grido di protesta e di aiuto, le storie, la quotidianità, raccontati nell’arco di ventiquattro ore, dalle prime luci dell’alba alla notte. Una giornata che i lavoratori migranti hanno deciso di prendersi, dopo aver subito molteplici imposizioni.
Uscirà la seconda settimana di settembre Comiche in cassa (casa editrice Kimerik, 167 pagine, 16 euro), il libro illustrato di Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti, due cassiere catanesi che hanno deciso di descrivere il loro lavoro da “dietro le quinte” .

Una sorta di analisi antropologica in chiave comica, anzi…comicissima, di quello che accade ogni giorno, dentro un grande ipermercato, tra hostess di cassa e clienti.
Nell’ambito delle 5 Giornate di Messina, oggi, alle 18:30, presso il Monte di Pietà (via XXIV Maggio), verrà presentato il volume “I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto” di Antonio Mazzeo. Interverranno l’autore e la giornalista Manuela Modica.

Le 5 Giornate di Messina nascono da una grande iniziativa popolare e giovanile che con orgoglio sceglie di battersi per contribuire alla rinascita anche etica del Paese. Si tratta di uno straordinario appuntamento di teatro, musica, fotografia, dibattiti e impegno sociale e civile.
Dal prossimo mese di aprile, sarà in libreria I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo Stretto di Messina (Edizioni Alegre, Roma, 14 euro). Il libro, sulla base di una documentazione che privilegia le fonti giudiziarie, fornisce una sistematizzazione di innumerevoli denunce e indagini sugli interessi criminali che ruotano attorno alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. La prefazione è stata curata da Umberto Santino del Centro Siciliano di Documentazione Antimafia “Giuseppe Impastato”.

Dall’Introduzione de “I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo Stretto di Messina”: Speculatori locali o d’oltreoceano; faccendieri di tutte le latitudini; piccoli, medi e grandi trafficanti; sovrani o aspiranti tali; amanti incalliti del gioco d’azzardo; accumulatori e dilapidatori di insperate fortune; frammassoni e cavalieri d’ogni ordine e grado; conservatori, liberali e finanche ex comunisti; banchieri, ingegneri ed editori; traghettatori di anime e costruttori di nefandezze.
Guardandoli di nascosto, ciascuno con un libro in mano, mi sono sempre chiesto cosa spinge la gente a entrare in libreria.
Un libro non si mangia. Quelle pagine non ci vestono.
Potremmo allora sentenziare che si tratta di un bene superfluo, sicuramente non necessario?
Niente di più sbagliato. Ogni libro ci offre una parte irripetibile di noi: nascosta, ignota fino a quel momento, preziosa come l’acqua e l’aria.
Come lo scalpello dello scultore estrae dal marmo forme sempre nuove, un libro ci rende sempre e comunque diversi, mostrandoci le mille anime della nostra infinita umanità.
Silvio Berlusconi ha finalmente “risposto” alle dieci domande che Repubblica gli ha posto quasi sei mesi fa e lo ha fatto attraverso le pagine del nuovo libro di Bruno Vespa, di cui in questi giorni vengono diffuse delle strane anticipazioni.

A ogni modo, io mi sono detta: “Se adesso facessi dieci domande ai miei concittadini - inutile pensare di poterle fare al sindaco, se neanche la Petyx è riuscita ad avere una sua replica dopo la messa in onda di questo servizio - potrei sperare di avere delle risposte entro l’inizio di maggio del 2010, anche se non so ancora attraverso quale canale. Beh, poco importa: io ci provo”.