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Termini Imerese: l’incapacità del governo

La questione dello stabilimento della Fiat in Sicilia ci rivela, come al solito, l’intima natura del capitalismo e la subalternità della politica alle decisioni imprenditoriali, anche se la politica, a buon diritto, potrebbe pretendere di dire l’ultima parola, visto che i soldi pubblici per finanziare le varie crisi e ristrutturazioni Fiat, dal dopoguerra a oggi, sono stati erogati massicciamente a spese dei contribuenti.

L’intima natura delle imprese è quella di liberarsi dei rami secchi, senza preoccuparsi delle piaghe sociali che queste scelte provocano, e comunque scaricano sulla collettività i problemi, e dunque il cosiddetto “libero mercato” si rivela una struttura predatoria che si fonda su aiuti statali quando è in crisi, e su ammortizzatori sociali statali quando ristruttura o chiude.

Una guerra tra poveri (Agrigento e Palermo)

Il 12 novembre (dicono i sindacati) l’amministratore delegato della “4U servizi s.p.a.”, Paul Manfredi, insieme al suo staff regionale, ha comunicato alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di categoria, lo stato di crisi del call-center di Porto Empedocle.

Tale condizione, ha sostenuto l’amministratore delegato, perdura da troppo tempo e la speranza di una ripresa, non essendosi realizzata, ha portato alla decisione di chiudere il centro a dicembre. La scelta dell’azienda manda a casa 120 lavoratori con contratto a progetto (con retribuzione flessibile variabile da 200 a 600 euro mensili), nonché 17 operatori con contratto a tempo indeterminato, alcuni dei quali, operativi nello staff.

L’immagine è una cosa, la realtà un’altra

Ci risiamo. I colossi si fondono. I sogni di gloria si sprecano. I fiumi d’inchiostro pure. Ma c’è sempre un’altra faccia della medaglia, quella che guarda sempre dalla parte peggiore. Da quella di chi ci rimette, non ci guadagna.

La Fiat si fonda col colosso americano (dai piedi d’argilla) Chrysler, la Fiat vorrebbe fondersi anche con la casa automobilistica tedesca Opel (filiale europea di un’altra americana, la General Motors). Bene. Bravi. Grandi notizie. Ottime notizie. Ma perchè - viene spontaneo chiedersi - andare al capezzale di aziende estere, allontanare se stessi da quello stesso capezzale (forse) e, poi, licenziare migliaia di operai?