E’ facilissimo dire: “Era solo colpa delle avverse condizioni metereologiche” oppure nascondersi dietro imponderabili scongiuri connessi a “Che vuoi? Era venerdì diciassette”. La verità è un’altra! La colpa è della superficiale organizzazione, della mancanza di programmazione in presenza di prevedibili e calcolabili situazioni di rischio, della mancanza del minimo rispetto nei confronti degli utenti.

Il disservizio (14 ore di ritardo!) è stato creato a un centinaio di passeggeri del volo AZ 1783 in partenza da Roma per Palermo alle 21:40 di venerdì 17 (appunto!) dicembre 2010. Da Roma si corre per concludere gli ultimi impegni e arrivare (stante la giornata invernale e i fiocchi di neve caduti in mattinata nella capitale) all’aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci puntuali e in tempo per il check-in. In prossimità delle feste natalizie i voli sono normalmente pieni e non conviene correre rischi.
Con i bagliori di O’Scià, che ha raggiunto la sua settima edizione, Lampedusa ritorna a pieno titolo nella cronaca e i media stanno già riprendendo l’importante evento dando lustro, oltre che al concerto, anche alla più grande isola delle Pelagie.

Purtroppo, però, non possiamo evitare di segnalare le condizioni in cui versa l’isola, dopo il maltempo dello scorso 23 settembre. La maggior parte delle strade isolane sono diventate un colabrodo, con buche pericolosissime per macchine e moto. Moltissime le famiglie rimaste isolate per via del fatto che le strade per raggiungere le abitazioni, essendo in terra battuta e non in asfalto, non sono più percorribili, se non a piedi.
Quelle che vi mando sono alcune foto che documentano i danni causati dal maltempo ad abitazioni private e impanti di serricolture in contrada Spinasanta, a Gela, in provincia di Caltanissetta.
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Penso che si commentino da sole…
Alfonso Areddia