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Il Mediterraneo mistificato del Tao FilmFestival 2011

Doveva essere un CineFilmFestival all’insegna del dialogo interculturale nel Mediterraneo ma a Taormina, purtroppo, di dialogo mediterraneo si è visto assai poco. Modernamente “liquidi” gli enti locali titolari di quella che è stata per decenni una delle principali rassegne cinematografiche nazionali (la provincia di Messina e i comuni di Messina e Taormina), autorelegatisi a bancomat di distribuzione delle ingenti risorse finanziarie che tengono in vita la comatosa kermesse, ci ha pensato il main sponsor privato a imporre logo, ordini del giorno e contenuti alla 57^ edizione del festival in corso nella città siciliana.

La Fondazione Roma Mediterraneo del potente cavaliere-avvocato-professor Emmanuele Emanuele, sorta nel 2008 come costola della più nota Fondazione Roma (ex Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, importante azionista Unicredit), dopo le sedi di rappresentanza a Palermo e Rabat e le nuove di Valencia e Istanbul, sembra essere intenzionata a mettere radici a Taormina.

Salpa le ancore il progetto Euro Arabo

E’ salpata la nave che porterà i partecipanti arabi ed europei della Euro-Arab Youth Conference “Mare Nostrum” da Tunisi a Palermo per poi raggiungere Ragusa. Un lungo viaggio in nave che, da Tunisi, percorre una delle principali rotte migratorie del Mediterraneo.

Prenderà così il via la conferenza, organizzata dal Forum Nazionale dei Giovani, che si propone di promuovere la comprensione e il dialogo interculturale tra giovani provenienti da paesi europei e arabi, attraverso la promozione della partnership tra organizzazioni giovanili. Partner organizzatori dell’evento sono la Lega degli Stati Arabi, il Consiglio d’Europa e il Forum Europeo della Gioventù.

Un corso euro-arabo a Marina di Ragusa

Sono stati accolti dall’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Ragusa, Ciccio Barone, e dal sindaco di Ragusa, Nello Di Pasquale, i 31 volontari che partecipano in questi giorni al corso di facilitatori per l’inclusione sociale nell’area del Mediterraneo.

“Abbiamo il piacere di ospitare questo importante evento culturale – ha detto Barone – che vede protagonisti i giovani e che, in modo particolare, li coinvolge nella mediazione culturale tra due stili di vita spesso così lontani ma geograficamente vicini”.

E se la marea nera invadesse il mare di Sicilia?

Mentre il mondo intero assiste quasi impotente all’avanzare della marea nera, fuoriuscita dalla piattaforma della Bp Deepwater Horizon nel Golfo del Messico il 22 aprile, ben pochi si rendono conto di quanto possa essere temibile e realistico un simile disastro ambientale nelle acque del Mediterraneo e, in particolare, nelle acque limitrofe alla Sicilia.
A parte la presenza dei tre grossi poli industriali petrolchimici di Milazzo, Gela e Siracusa, non va dimenticata la presenza di alcune piattaforme proprio al largo di Gela e la paventata trivellazione di pozzi petroliferi nella Val di Noto.
Lungi da noi l’idea che il disastro ambientale possa essere imminente e/o dietro l’angolo, ma la percezione del rischio tra la popolazione è altissima e cresce proporzionalmente al susseguirsi delle gravi notizie che arrivano dal Golfo del Messico.

Storie dalla Sicilia di ieri

“Senza la Sicilia l’Italia è nulla”, così si esprimeva Goethe e, ancor prima, Cicerone affermava “Multa mihi videntur esse de Siciliae dignitate, vetustate, utilitate dicenda”.

Premessa
Parlare della Sicilia è impresa molto ardua, piacevole, intrigante, ma mi limiterò a quella dell’800, poco conosciuta, anche perché scrivere dell’attuale è troppo complesso e di complessi e complessità ce ne sono già tanti.