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Piergiorgio Morosini: vi descrivo “Il Gotha di Cosa Nostra”

Attraversare piazza della Memoria in una calda mattina d’estate per raggiungere il nuovo tribunale di Palermo, ha il sapore del vecchio: del già fatto, del già vissuto. I passi che s’incollano sul pavimento della strada, mentre l’afa fa tremolare davanti agli occhi i nomi di tutti i magistrati uccisi dalla mafia e incisi sulla pietra, sembrano riportarti indietro nel tempo. A quegli anni delle stragi che, in realtà, non sono mai finite: sono solo state sommerse.

Piergiorgio Morosini, giudice dell’udienza preliminare, ci aspetta nel suo ufficio, con la porta chiusa e il condizionatore acceso. L’unica differenza col passato. Il resto è tutto uguale. Accanto alla sua scrivania sepolta sotto una montagna di carte, c’è la borsa e, dentro, una copia del suo libro: “Il Gotha di Cosa Nostra”.