Sono conosciuto come attore! Ma prima di tutto sono un uomo!
(Leggi l’intervista a Marcello Mazzarella su Sicilia On Line)
Il giorno in cui ho deciso di dedicarmi alla mia passione per l’arte drammatica, è stato quando mi sono reso conto che a Milano, dove mi ero trasferito per stare più vicino ai miei figli allora piccoli, non potevo più andare avanti!
Sopportavo sforzi economici insostenibili, conducevo una vita durissima e misera, con un doppio lavoro, una piccola stanzetta fatiscente. Affrontavo continui viaggi in treno (spesso non avevo neanche i soldi per fare il biglietto e viaggiavo chiuso nei cessi) tra Milano e Voghera, dove vivevano i miei figli. E quando arrivavo lì, il più delle volte, mi veniva impedito di assolvere al mio diritto di vedere i bambini.
Le continue angherie della mia ex moglie e dei suoi genitori mi hanno reso quegli anni un inferno. Soffrivo e non…
Il mese scorso, Palazzo Marino - a Milano - ha aperto i battenti dell’elegante sala Alessi all’opposizione cittadina, mobilitatasi su iniziativa del Gruppo Consiliare del Pd per dire l’ennesimo NO alla mafia. La sala gremita di gente dava l’idea di come la questione delle mafie nel Nord Italia non sia più un rischio paventato da pochi visionari, bensì un male reale, fortemente accusato dalla cittadinanza.

Kantianamente, la questione non ruotava più intorno alla eventualità se esista la mafia a Milano, bensì attorno alla riflessione concreta del come i tentacoli della criminalità organizzata siano riusciti a colonizzare fette crescenti di territorio.
Dopo la prima inaugurazione della Freccia Rossa, a Milano, nel dicembre scorso, l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, si appresta, a dicembre di quest’anno, a inaugurare a Torino la nuova linea ad alta velocità Torino-Salerno, avvicinando così le grandi città Torino-Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli-Salerno e mettendo a disposizione di queste grandi città, una specie di metropolitana veloce lunga oltre mille chilometri, considerato che da Roma Termini a Milano ci vorranno tre ore, da Rogoredo a Roma Tiburtina 2 ore e 50.

Mentre in Italia avviene tutto questo, la Sicilia, i Siciliani e la politica siciliana stanno a guardare. Considerato che le nostre ferrovie risalgono al 1800, per percorrere Palermo-Messina (232 km) occorre impiegare almeno 5 ore e 30, da Messina a Siracusa (182 km) quasi 4 ore, da Catania a Palermo (243 km) oltre 6 ore.
Distintissima signora Moratti,
eravamo negli anni ’60 e, per andare a lavorare alla zona industriale di Catania, tutte le mattine, molte ragazze prendevano l’autobus, sistematicamente affollato. Certo, erano passati ancora pochi anni dal ’46, anno in cui anche le donne finalmente ebbero il diritto di voto per il referendum, e ancora eravamo in un periodo nel quale gli ominicchi abbondavano, e non solo in Sicilia. Si sentivano quasi autorizzati a palpeggiare le donne.

Fu proprio per questo motivo che, l’allora sindaco di Catania, instituì in quella linea, autobus per sole donne. Non so Lei, ma io ricordo che allora rise tutta l’Italia. Sa, signor Sindaco, noi di politici che hanno fatto ridere ne abbiamo avuti tanti, e chissà quanti ne avremo ancora.
Una collega ha giustamente criticato il mio pezzo di ieri su Sicilia On Line , dicendomi che scrivevo la cronaca della presentazione del film “La Siciliana Ribelle” come se tutti conoscessero la storia di Rita Atria…e non tutti la conoscono, ancora.

Eccola, dunque. Nata a Partanna – in provincia di Trapani – nel 1974, Rita era figlia di don Vito, un mafioso che aspirava a raggiungere i vertici dell’organizzazione. E quando lo uccisero, nel 1985, Rita divenne la sorella di Nicola, un orfano desideroso di vendetta. Fu solo nel 1991, quando uccisero anche Nicola, che Rita divenne semplicemente Rita e, insieme a Piera Aiello, la giovane vedova di Nicola, e a Vita Maria, la nipotina, entrò nel programma di protezione dei testimoni di giustizia.