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I cittadini di Milazzo stanchi del degrado ambientale

Le discariche a cielo aperto, ormai onnipresenti per le vie delle nostre città, hanno stancato e fatto arrabbiare tutti. Le autorità, incapaci di affrontare e risolvere il problema, stanno dando dimostrazione di un atteggiamento indifferente e per nulla rispettoso della salute e del diritto alla vivibilità dignitosa dei cittadini.

Oggi, alle 19:30, nel corso del “Tour della Munnizza” a Milazzo, gruppi spontanei di cittadini potrebbero persino chiedere le più che giustificate dimissioni di una classe politica inefficiente che ha portato al collasso ambientale e al tracollo economico una delle più belle città della Sicilia.

Le vie di Milazzo ancora una volta trasformate in discariche a cielo aperto

Per l’ennesima volta, Milazzo e le Città del Comprensorio sono state abbandonate, sporcate e umiliate a causa della mancata raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani. Le città della provincia di Messina si sono ormai trasformate in autentiche “discariche a cielo aperto”.

I Comuni hanno clamorosamente fallito gli obiettivi indicati dalla legge e, altrettanto palesemente, violato qualsiasi “promessa” fatta ai cittadini circa la soluzione del problema RSU: gli obiettivi di raccolta differenziata del 15%, del 25% e del 35% indicati dal D.L. 22/97 (Decreto Ronchi) sono ancor oggi largamente disattesi.

Rinviato il derby siciliano di rugby

È stata rinviata a data da destinarsi il derby tra il Milazzo e l’Adv Holding Palermo Rugby che doveva disputarsi ieri, alle 14:30, presso il campo “Sperone” di Messina. Per i nero-arancio, dunque, trasferta a vuoto. L’arbitro non ha ritenuto le condizioni del campo idonee a far disputare la partita.
Il Palermo e il Milazzo, comunque, si sono presentate puntuali al campo, nonostante la pioggia copiosa. Fin dall’inizio è apparso evidente che la partita non si sarebbe potuta giocare. Un breve sopralluogo condotto dall’arbitro, seguito dai capitani delle due squadre, ha confermato le prime impressioni.
Il campo allagato non possiede le necessarie misure di sicurezza per tutelare l’incolumità dei giocatori. Il rompete le righe prima delle vacanze natalizie sarà dato dall’Adv ufficialmente oggi, con alcuni giocatori che prenderanno l’aereo, diretti dai familiari.

Condannati a morire…per gli inquinamenti!

Grazie alla scarsa attenzione e capacità tecnico-amministrativa di un sindaco, occasionale portatore di meri interessi politici, è passata quasi inosservata la notizia della decisione presa dal Presidente della Regione di “cancellare” l’Ufficio Speciale per le Aree a Elevato Rischio Ambientale, a partire dall’1 Settembre.
Milazzo, Comune più importante e capofila, e il Comprensorio tutto rischiano così che non venga più attuata alcuna operazione di risanamento ambientale. Cancellando l’Ufficio Speciale, scompaiono anche i tavoli tecnici che si occupano di Ambiente, programmati nell’ambito di Agenda 21.

L’Amministrazione di Milazzo si autodenuncia

Seduta affollata e partecipata al consiglio comunale di Milazzo per la vicenda “Depuratore – divieto di balneazione a Ponente”. Finalmente la cittadinanza ha capito che è l’ora di mostrare attenzione alle gravi incapacità tecnico-amministrative che hanno irrimediabilmente danneggiato il turismo estivo e l’immagine di Milazzo.
Abbiamo potuto verificare di persona, e le registrazioni in aula parlano chiaramente, che il sindaco “ha inquinato sapendo di inquinare”! Il dirigente del 6° Dipartimento del Comune di Milazzo ha affermato che, di fronte alla possibilità di perdere un finanziamento, ha preferito sversare in mare i liquami non depurati!

Iniziativa Raffineria Milazzo “Fabbrica aperta”

La situazione ambientale di Milazzo e comprensorio è certamente poco rassicurante. Incapacità e inefficienza amministrativo-politica hanno fatto sì che non sia stata ancora avviata alcuna seria iniziativa per il risanamento ambientale del comprensorio…a parte continui studi, convegni e riunioni.

Le dichiarazioni enfaticamente rassicuranti di alcuni sindaci, tra cui quello di Milazzo, testimoniano le gravi irresponsabilità di cui gli amministratori si rendono colpevoli: non c’è alcuna vocazione turistica se nessuno è in grado di garantire la perfetta efficienza dei servizi essenziali e l’assicurazione di altissimi livelli di eco-vivibilità.