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Difensore civico in Sicilia: quando fare la legge eviterebbe l’inganno…

L’autunno è alla porte e, una volta di più, ci occupiamo del Difensore Civico, stavolta nel tentativo di fare chiarezza sulle sorti di questa figura in terra di Sicilia, con uno sguardo alle iniziative che in tal senso stanno portando avanti alcuni rappresentanti di una categoria che, come pare, è a rischio.

Preliminarmente, è d’obbligo fare un passo indietro, fino ad arrivare ai molti tagli previsti dalla L. 191/2009, meglio (e tristemente) nota come “Finanziaria 2010”. Tra questi, va appunto annoverato quello che trancia di netto la figura del Difensore Civico: testualmente, l’art. 2, co. 186, lettera a) di questa legge, in relazione alle riduzioni del contributo ordinario spettante agli enti locali, si esprime sulla soppressione della figura in questione, a suo tempo prevista dall’art. 11 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D.Lgs. 267/2000).

Serit Misterbianco. La protesta dei Difensori Civici.

Si è tradotta in realtà con grande puntualità la chiusura dello sportello Serit di Misterbianco, paventata su questi schermi lo scorso maggio. Luglio, infatti, si è aperto con la conferma di quella che, in questi mesi, sembrava essere “una voce di corridoio” o, quantomeno, un’indicazione di massima, che avrebbe trovato riscontro chissà quando, chissà come.

In compenso, per una porta che si chiude, si è aperto un portone, cioè un grande sportello avveniristico, sito a Catania in via Luigi Rizzo 39, diciamo tra la city di corso Sicilia e “a Fera o luni”.

Misterbianco e lo sportello Serit chiuso in faccia

L’amata-odiata esattoria della Serit lo ha annunciato per tempo: a luglio chiuderà i battenti la sede di via Palestro, a Misterbianco, e il pubblico pagante sarà costretto a fare la fila altrove, magari presso gli uffici catanesi oppure, più comodamente, svolgerà le proprie operazioni da casa, telematicamente.

La manovra sembra coinvolgere non solo Misterbianco, ma anche altri Comuni, come Piazza Armerina, Barcellona Pozzo di Gotto, Giarre, Pachino, Cefalù, Favara, ed è stata ricondotta dal direttore catanese Sorce alla “decisione assunta dalla direzione generale della Serit, nell’ambito di un piano di ristrutturazione e razionalizzazione dei costi”.

Misterbianco e il grande equivoco sulla gestione dei rifiuti

La faccenda della riscossione della tassa sui rifiuti a Misterbianco, versa in condizioni di massima confusione. E, paradossalmente, non sembra aver apportato chiarificazioni neanche l’intervento del commissario ad acta, Giuseppe Petralia, nominato con Decreto dell’Assessore regionale alla famiglia, alle politiche sociali e alle autonomie locali n. 1146 del 10.12.09.

A far discutere è proprio la deliberazione dello scorso 17 dicembre, con la quale il commissario ha disposto l’“interruzione dei termini di decadenza e/o prescrizione della riscossione della TARSU/TIA dell’anno 2004”. E se al tributo della contesa non è concesso di andare in prescrizione dopo i canonici 5 anni, la conclusione è univoca: è esigibile, va pagato.

Misterbianco, silenzio sulla privatizzazione delle acque

Lo scorso febbraio l’ennesimo giro di vite si è stretto attorno al D.L. n. 135/2009, che sancirebbe la pratica amministrativa di affidare in modo sistematico la gestione delle acque agli interessi privati, quindi alle logiche del business.

Contro questa eventualità, la protesta si è organizzata attorno al “Forum catanese per l’acqua pubblica” che, dalle sale della Provincia, ha tuonato contro la mercificazione di questo bene prezioso, impegnandosi a ribadire la propria posizione il prossimo 20 marzo, in occasione di un’ulteriore manifestazione a tema, prevista a Roma.

Difensori civici della Provincia di Catania, unitevi!

Hanno presenziato in 7 al summit organizzato a fine anno dal difensore civico misterbianchese, Salvatore Saglimbene, presso il Palazzo del Senato cittadino: oltre al difensore organizzatore, all’incontro che era rivolto ai difensori di tutta la provincia di Catania, erano presenti Francesco Caltabiano di Calatabiano, Domenico Mio di Belpasso, Orazio Arcidiacono di Acireale, Guido Spampinato di Motta Sant’Anastasia, Giuseppe Russo di Acicastello e Giovanna Caruso di Bronte. Gli ultimi tre, abbastanza freschi di nomina.

All’ordine del giorno, il bilancio delle attività che hanno visto impegnate queste figure nell’arco del 2009, tra cui spiccavano le tematiche legate alla gestione delle acque e dei rifiuti. Come è noto, infatti, nel marasma che negli ultimi mesi ha turbato i sonni dei cittadini di molti Comuni della provincia catanese, il triste primato spetta alla discussa gabella sui rifiuti urbani, percepita come vessatoria dalla popolazione per le modalità con cui, dal 2004, essa è stata determinata…