Siamo nel 2010 e l’anno inizia nel peggiore dei modi, ma solo per i poveri mortali che ogni giorno devono combattere per sopravvivere. In politica si sta molto meglio: i politici si insultano l’un l’altro prima delle elezioni e poi non importa chi vince, perché su una cosa sono tutti d’accordo: nel fare solo i propri interessi, nello spartirsi “la torta”.

Quindi, avanti col regalare appalti ai propri amici per ricevere i voti, farsi le leggi su misura e continuare a fare i ruffiani col Vaticano togliendo soldi dalla scuola pubblica e regalandoli alla scuola privata cioè quella cattolica.
Prima di salire al governo, il sogno della Lega Nord era il federalismo, cioè la possiblità che le comunità si gestiscano da sole a livello regionale. Quindi, buona parte dei poteri dello Stato sarebbero dovuti passare alle Regioni: dal potere fiscale all’istruzione solo per citarne alcuni, mentre invece la politica estera e la difesa sarebbero rimaste nelle mani di quella che i leghisti definiscono “Roma ladrona”.

Le Regioni traggono il loro consenso dalle comunità locali, dai cittadini che in questo modo hanno più possibilità di riuscire a far valere le proprie ragioni…ed è proprio questo il nocciolo della questione. Secondo questa teoria, ogni Regione ha carta bianca su alcune questioni che la toccano da vicino.
Cari Ficarra e Picone,
io sono orgoglioso di essere Siciliano perché siete miei conterranei. Perché, come tutti i grandi attori, riuscite a far piangere (e non solo) per le risate. Perché avete avuto il coraggio di fare ironia su tutti coloro che hanno affidato le sorti dell’isola a una forza politica scriteriata e razzista.

Su una cosa non sono in sintonia. Quando dite che Falcone e Borsellino erano Siciliani. No! Loro “sono”, devono essere sempre presenti in noi e devono essere ricordati, così come avete fatto voi, in tutte le manifestazioni culturali e di massa.
Ci avrei scommesso, ma avrei perso. Un settentrionale che tifi per il Catania? Mai! La domenica ne vedo tanti, in tutte le reti televisive del Nord. Quelli di domenica scorsa, in particolare, erano giornalisti di fede interista e milanista, che si lamentavano per due rigori non concessi alla squadra di Zenga.

Nei bar si discuteva a favore del Catania: erano quegli stessi tifosi, che tempo fa gridavano “Forza Etna”. A ribattere loro, però, c’erano i tifosi della Juventus: padovani, ennesi, nisseni.