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Nucleare: la Cassazione dice sì. Il referendum si fa


La guerra nel sud Italia dei sottomarini nucleari USA

Sono lo strumento di distruzione più micidiale della coalizione internazionale in guerra contro Gheddafi. Hanno sganciato centinaia di missili “Tomahawk” all’uranio impoverito, spargendo polveri radioattive nelle città e nei villaggi della Libia. Transitano in immersione nei mari del sud Italia, attraversando i corridoi marittimi più trafficati come lo stretto di Messina.

Per le loro soste scelgono le popolatissime baie ai piedi di due vulcani, l’Etna e il Vesuvio, accanto a depositi di carburante e munizioni, raffinerie e industrie chimiche. Si tratta dei sottomarini a propulsione nucleare della marina militare USA, impianti antiquati e pericolosi tipo “centrale Chernobyl”, con l’aggravante che se ne vanno a spasso liberi per i nostri mari.

C’era una volta il federalismo…

Prima di salire al governo, il sogno della Lega Nord era il federalismo, cioè la possiblità che le comunità si gestiscano da sole a livello regionale. Quindi, buona parte dei poteri dello Stato sarebbero dovuti passare alle Regioni: dal potere fiscale all’istruzione solo per citarne alcuni, mentre invece la politica estera e la difesa sarebbero rimaste nelle mani di quella che i leghisti definiscono “Roma ladrona”.

Le Regioni traggono il loro consenso dalle comunità locali, dai cittadini che in questo modo hanno più possibilità di riuscire a far valere le proprie ragioni…ed è proprio questo il nocciolo della questione. Secondo questa teoria, ogni Regione ha carta bianca su alcune questioni che la toccano da vicino.

Nucleare sì o nucleare no?

A parte le battute di dubbio gusto, il premier italiano Silvio Berlusconi e quello francese Nicolas Sarkozy, durante il loro ultimo incontro, si sono scambiati anche opinioni concordi su una svolta verso il nucleare di Italia e Francia.

In Italia, inoltre, ci hanno detto che la prima pietra della prima centrale verrà posta entro la fine dell’attuale legislatura: il 2013. Ma non ci hanno ancora detto dove: Sicilia, Sardegna o Puglia? Sono questi, infatti, i nomi delle regioni italiane venuti fuori nel toto nomina delle future sedi nazionali di centrali nucleari.