Le opere dell’artista, alla sua sesta mostra fotografica personale (dopo le importanti performance delle “Giubbe Rosse” di Firenze, del “Teatro Anatomico” di Pistoia e dei prestigiosi spazi del “Complesso monumentale Guglielmo II” di Monreale) sono il frutto di una maturità professionale che, dopo un lungo periodo di ortodossia fotografica, è evoluta verso la sperimentazione e la tecnica.

La cura del dettaglio, la purezza delle forme e la ricerca del segreto che il soggetto conserva celato, pronto a stimolare l’occhio di un attento operatore, stanno alla base di questo periodo professionale di Pietro Polizzi, che non fa mistero d’ispirarsi al principio noto in letteratura medica con il termine di “pareidolia”.