Il Padre di tutte le Grandi Opere, monumento-cattedrale allo spreco delle risorse e al consumo di territorio, delirio d’onnipotenza di una classe politica inetta e parassitaria. È il Ponte sullo Stretto di Messina, l’Ecomostro i cui lavori dovrebbero iniziare entro la fine del prossimo anno e che ha già battuto tutti i possibili record: il progetto più costoso della storia dei lavori pubblici, il più lento mai partorito, quello che richiederà la più grande gittata di cemento e calcestruzzo e che avrà la campata unica più lunga del pianeta, 3.360 metri, 1.400 in più del gioiello tecnologico giapponese di Akashi Kaikyo.

Nell’incantevole scenario di Scilla e Cariddi, i mitologici mostri decantati da Omero, si chiede di realizzare due torri di cemento e acciaio alte 382,60 metri, formata ognuna da due piloni del diametro di oltre 50 metri, rette da quattro tiranti di acciaio per un peso totale di 166.600 tonnellate.…
Il Ponte sullo Stretto di Messina? Un grande affare per le organizzazioni mafiose. Parola di uno dei responsabili del corpo diplomatico statunitense in Italia, J. Patrick Truhn, console generale a Napoli. L’interesse criminale per la realizzazione della megainfrastruttura che dovrebbe collegare stabilmente la Sicilia al continente è stato preso in considerazione in due distinti dispacci inviati dal diplomatico tra il giugno 2008 e il giugno 2009 e adesso pubblicati dal sito di Wikileaks.
In maniera “strettamente confidenziale”, si tenta di fare il punto sui maggiori business di mafia, camorra e ‘ndrangheta e delle possibili azioni di contrasto. Truhn ce la mette tutta nel tentare di comprendere le odierne dinamiche criminali, ma complice forse il poco rigore scientifico di alcune delle fonti “consultate”, le analisi restano superficiali, incomplete e persino inspiegabilmente omissive. Specie, appunto, sul perverso intreccio Ponte e mafie.
È il 15 giugno 2009 e mister Truhn invia un cablogramma…

I disegni di Franco Donarelli
Il 13 novembre, nelle sale del Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, è stato assegnato il premio nazionale “Giorgio Bassani” indetto da Italia Nostra nel decennale della scomparsa dello scrittore che fu presidente dell’Associazione dal 1965 al 1980.

Si tratta della prima edizione del premio biennale destinato a uno scrittore/giornalista che si sia distinto negli ultimi due anni per i propri scritti, o per interventi nel settore della comunicazione, a favore della tutela del patrimonio storico, artistico, naturale, paesaggistico del nostro Paese.
Cresce in Parlamento l’indignazione per le ammissioni di Silvio Berlusconi sui «molti sforzi prodigati» dal suo precedente governo per «evitare la partecipazione all’appalto per il Ponte sullo Stretto di Messina di grandi imprese straniere». Dopo l’interpellanza dei senatori dei Radicali Italiani Donatella Poretti e Marco Perduca che hanno chiesto di sapere «in cosa sono consistiti i “molti sforzi” e se le 32 riunioni citate da Berlusconi erano state fatte per arrivare ad un appalto realizzato su misura per le imprese italiane», scende in campo anche il Partito democratico.
«Durante il discorso per la fiducia, Silvio Berlusconi si è candidamente auto-accusato di aver pilotato l’appalto per i lavori del Ponte», ha dichiarato Ignazio Marino, membro Pd della Commissione Igiene e Sanità del Senato. «Una piena confessione di illegittimità per aver compiuto una discriminazione, almeno indiretta, nei confronti delle imprese europee, per di più resa di fronte al Senato della Repubblica».
Marino…
“L’apologia dell’illegalità”. Potrebbe essere intitolato così uno dei passaggi chiave dell’intervento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il 30 settembre 2010, a Palazzo Madama. Una fiducia conquistata dopo una lunga auto-celebrazione, lui, l’uomo della provvidenza, artefice unico dello sblocco dei lavori del Ponte sullo Stretto, padre-madre di tutte le Grandi Opere.
«Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo, già molto avanzato, del Ponte di Messina», ha dichiarato Berlusconi. «Era stato dato anche l’appalto ad una cooperativa di imprese italiane dopo che eravamo riusciti, prodigando molti sforzi, ad evitare la partecipazione all’appalto di grandi imprese straniere, perché volevamo che quest’opera fosse un orgoglio tutto italiano. Con l’intervento del Governo della sinistra il piano è stato accantonato. Avevo personalmente, con il sottosegretario Letta, partecipato a 32 riunioni per il varo di questo piano, sino a giungere all’appalto, che è stato dato. In cinque minuti il Governo della sinistra ha accantonato il progetto.…