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Dalle bombe al Ponte: riflessioni e musica per l’anniversario di Via D’Amelio

Si svolgerà domani, dalle 20, presso il ristorante “Mediterranima” di via dei Gigli, a Milazzo, una serata dal titolo “Dalle bombe al Ponte”, che intende, nel compimento del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio, fare il punto sulle trame stragiste di Cosa Nostra dei primi anni Novanta e sul loro collegamento con l’evoluzione politica nel nostro Paese, per finire al tema delle Grandi Opere, prima fra tutte il Ponte sullo Stretto, sulle quali da sempre si è paventata l’occulta presenza inquinante degli interessi mafiosi.

Coerentemente con l’apertura della serata, alle 22:30 seguirà il concerto dei “Terrae”, che avranno modo di presentare i brani del loro ultimo album “Unknown People”, a coronamento di una serata nel nome dell’impegno civile e antimafia modulata su più linguaggi.

La grande beffa dell’Incubatore del Ponte

All’inaugurazione della nuova sede delle società chiamate a realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, domani, ci sarà anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Il quartier generale di Eurolink (il consorzio general contractor per la progettazione e i lavori) e dei soggetti impegnati nel monitoraggio ambientale e nel “project management”, sarà ospitato all’interno del Polo “Papardo” dell’Università degli Studi di Messina, a pochi chilometri dall’area dove dovrebbe sorgere uno dei due piloni della mega-opera.
I locali sono quelli dell’Incubatore d’Imprese finanziato con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse». La struttura non è mai entrata in funzione; avrebbe dovuto ospitare, a regime, sino a 46 aziende di giovani e ricercatori provenienti dall’Ateneo. In cambio di un canone il cui importo è ancora segreto, Sviluppo Italia Sicilia, che l’aveva ricevuta in concessione dall’Università, l’ha sub-affittata a tempo indeterminato alle…

I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo Stretto di Messina

Dal prossimo mese di aprile, sarà in libreria I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo Stretto di Messina (Edizioni Alegre, Roma, 14 euro). Il libro, sulla base di una documentazione che privilegia le fonti giudiziarie, fornisce una sistematizzazione di innumerevoli denunce e indagini sugli interessi criminali che ruotano attorno alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. La prefazione è stata curata da Umberto Santino del Centro Siciliano di Documentazione Antimafia “Giuseppe Impastato”.

Dall’Introduzione de “I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo Stretto di Messina”: Speculatori locali o d’oltreoceano; faccendieri di tutte le latitudini; piccoli, medi e grandi trafficanti; sovrani o aspiranti tali; amanti incalliti del gioco d’azzardo; accumulatori e dilapidatori di insperate fortune; frammassoni e cavalieri d’ogni ordine e grado; conservatori, liberali e finanche ex comunisti; banchieri, ingegneri ed editori; traghettatori di anime e costruttori di nefandezze.

Ponte sì, Ponte no

Accendo la tv. Un fatto di cronaca di oggi riguarda le manifestazioni “No Tav” durante le quali ci sono stati dei feriti, di cui uno grave. I turbamenti che recepiscono i miei occhi, trasportando le notizie al cervello, si esprimono nei seguenti dubbi (e nelle relative domande).

Viviamo in un Governo “eletto dal popolo”, ma la classe popolare non dovrebbe essere a favore delle azioni di chi lo amministra? E ancora: se prendiamo in considerazione il “No Tav” come il dissenso riguardo al costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, si presuppone un altro dubbio…

Un cavo per batterie nuovo nuovo…

Un cavo per batterie nuovo nuovo può caricare due batterie scariche?? Evidentemente no!! E come potrebbe, allora, un ponte nuovo nuovo, far ripartire due bellissime regioni completamente scariche, stanche e messe in ginocchio da promesse mai mantenute e da problemi mai risolti?

E’ necessario, prima, rimettere a nuovo tutti gli elementi di queste 2 “batterie”: sarà poi l’acqua distillata (formata da tutta quella popolazione viva, culturalmente ricca e dalla creatività innata) a dare nuova energia alle batterie.

Ponte Galleggiante sullo Stretto di Messina: perchè? - Seconda Parte

I ponti ordinari e le gallerie (sotterranei e sommersi) sono stati studiati e valutati per risolvere il problema dello Stretto di Messina da vari recercatori. Senza dubbio si è concluso che tali strutture non sono in grado di rendere fattibile il sogno italiano.

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Per realizzare il Ponte è necessario pensare diversamente. Un ponte basato su Piattaforme Galleggianti Abitate. Si tratta di un concetto unico nel suo genere, venuto al mondo grazie a tre anni di laboriose ricerche fatte dal sottoscritto sulle strutture galleggianti.