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Ponte Galleggiante sullo Stretto di Messina: perchè? - Prima Parte

Lo Stretto di Messina, la sua bellissima natura e la sua ricca e lunga storia merita un ponte di grande valore architettonico. Merita un opera d’arte unica nel suo genere, come la Torre di Pisa, il Ponte Vecchio di Firenze, la Piazza di San Marco di Venezia, ecc.

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Finora, secondo me, nessuno ha pensato a dare al Ponte sullo Stretto il suo vero valore. Tutti i progettisti hanno solo pensato a un ponte tradizionale, per far passare i passegeri da una parte all’altra.

Il ponte? Argomento politico! - Seconda Parte

Al posto di costruire il ponte sullo Stretto di Messina, si potrebbe fare ricorso a navi traghetto di ultima generazione, opportunamente attrezzate, su cui imbarcare treni passeggeri di lunghezza limitata, in modo da rendere agevole e rapida la manovra di imbarco/sbarco, assicurando continuità vera al trasporto ferroviario su scala interregionale.

Si potrebbero potenziare i servizi marittimi per il trasferimento di unità di carico merci (container e casse mobili) tra i porti siciliani e i porti calabresi, invero sotto-utilizzati, tranne qualche eccezione. Nell’insieme si tratta di una partita dell’ordine di 1 miliardo di euro, con riflessi notevoli anche sul piano dell’occupazione.

Il ponte? Argomento politico! - Prima parte

Nell’attuale momento di “crisi” – terremoti, alluvioni (proprio a Messina dove la natura “impone” uno stop a questa follia!) – il ponte è un errore!

Chi dice “No ponte”, non vuole dire no a tutto. I Messinesi che dicono “No”, non fanno parte del cosiddetto “nimby” (mai nel mio giardino), ma vogliono ribadire con forza che esiste un’alternativa più vantaggiosa, sia per la comunità nazionale che per quella dell’area dello Stretto.

Un progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina


Il (mio) pastone

In gergo giornalistico, il pastone è quell’articolo che raccoglie le ultime notizie e ne fa un elenco che, per l’autore, è esaustivo della situazione politica, sociale o economica di un Paese.
Pur non volendomi accostare, neanche per sbaglio, a chi prima di me si è avventurato in un’impresa simile, ho deciso di provarci anch’io. Perchè sono tante le notizie che durante questa settimana, che sta per volgere al termine, hanno attirato la mia attenzione.
Tra queste: la candidatura che la Regione Siciliana ha voluto fare di Palermo come sede delle Olimpiadi nel 2020; la dichiarazione d’intenti di Silvio Berlusconi, secondo la quale “a dicembre, gennaio al massimo, inizieranno i lavori di realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina”; la frana che ha colpito la provincia di Catania e i danni registrati a Palermo allo scrosciare di una nuova pioggia abbondante; la consegna del famigerato papello di Totò Riina ai magistrati…

Parola d’ordine: SILENZIO! Quante le scuole pericolanti in Sicilia? Quante le topaie nei centri storici delle città?

E’ di qualche mese fa un mio “sfogo” pubblicato su alcuni quotidiani on line ove, fra l’altro, elencavo le opere che ritenevo molto più urgenti del ponte di Messina. Fra queste, era mia intenzione far arrivare ai “sordi” della politica, le condizioni delle scuole in Sicilia, molte delle quali fatiscenti e costruite durante il regime fascista.

Come al solito…silenzio! Nessuno mi ha denunciato per procurato allarme! Bene, sono salvo, di nome e di fatto. Però una notizia è apparsa qualche giorno fa, timidamente su pochi quotidiani ancora liberi, sulla chiusura di una delle più importanti scuole di Catania, la Musco. Difatti, dopo vari esposti e segnalazioni, i vigili del fuoco dichiaravano che sarebbe bastata una scossa di media intensità per crollare tutto l’edificio, avendo travi e pilastri rovinati.