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L’arte di governare una città

Gentile redazione di BSicilia,
premetto che quella che segue è un’opinione personale: nè in veste di Cgil (sindacato al quale appartengo dal 1980), nè in veste politica (in quanto no ho una tessera in tasca), ma da semplice cittadino  di Porto Empedocle.

Ho letto con passione e attenzione tutti gli articoli riguardanti la politica di questa città e ho notato delle contraddizioni che si susseguono con cadenza giornaliera circa la politica messa in campo dal sindaco di Agrigento, Zambuto, una politica che a prima vista sembrerebbe al di sopra delle parti, ma che lascia sbigottiti i cittadini che non riescono a comprendere questi continui “cambi” di assessori, che a loro volta sostengono, una volta nominati, di essere fuori dal partito di appartenenza.

Riflessioni sul rigassificatore di Porto Empedocle

E’ mai possibile che, con la scusa di creare nuovi posti di lavoro per i disoccupati (stessa motivazione con cui si crede di poter costruire la centrale nucleare a Palma di Montechiaro e con cui il governo di centro-destra e l’Udc pensano di farci bere la favola che le centrali nucleari siano sicure), tutte le industrie più dannose che le altre regioni d’Italia rifiutano si debbano costruire proprio in Sicilia?

Si potrebbe parlare, ad esempio, di Melilli, sede di un grande complesso petrolchimico, e delle sostanze dannose che questi impianti rilasciano nell’aria, a danno di tutta la collettività, senza dimenticare ovviamente le persone che vi lavorano.

Una guerra tra poveri (Agrigento e Palermo)

Il 12 novembre (dicono i sindacati) l’amministratore delegato della “4U servizi s.p.a.”, Paul Manfredi, insieme al suo staff regionale, ha comunicato alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di categoria, lo stato di crisi del call-center di Porto Empedocle.

Tale condizione, ha sostenuto l’amministratore delegato, perdura da troppo tempo e la speranza di una ripresa, non essendosi realizzata, ha portato alla decisione di chiudere il centro a dicembre. La scelta dell’azienda manda a casa 120 lavoratori con contratto a progetto (con retribuzione flessibile variabile da 200 a 600 euro mensili), nonché 17 operatori con contratto a tempo indeterminato, alcuni dei quali, operativi nello staff.